giovedì 1 novembre 2007

Alla luce degli ultimi avvenimenti locali e del progressivo distacco in atto tra cittadini sensibili ed istituzioni territoriali, ritengo valga la pena soffermarsi sul concetto di democrazia partecipata.
La societa’ e’ un vasto ed eterogeneo contenitore in cui tutti hanno posto mentre la societa’ civile puo’ considerarsi rappresentata da un gruppo piu’ ristretto che usualmente si distingue per la sua forma organizzativa e per il suo sistema valoriale.
Nel nostro contesto territoriale la societa’ civile e’ costituita in primo luogo da una vasta rete di associazioni, comitati, circoli, presidi, finanche da singoli soggetti operanti principalmente a livello locale.
Si potrebbe definirli come dei veri e propri laboratori di idee per la democrazia partecipata.

La societa’ civile si distingue quindi non tanto per il numero dei partecipanti quanto per la sua capacita’ di irrompere improvvisamente sulla scena locale e non, con un impatto notevole.

L’odierna società civile puo’ rivendicare ambizioni specifiche:
promuovere la diffusione anziché la concentrazione del potere;
agire in funzione dell’equità sociale;
incoraggiare la tolleranza ed il dibattito anziché il conformismo e l’obbedienza;
promuovere con mezzi pacifici una forma cosciente e partecipata di tutela ambientale e paesaggistica anziche’ subire, restando inermi innanzi allo sfruttamento finanziario che se ne’ compie a livello imprenditoriale ed istituzionale.

E’ triste constatarlo ma e’ proprio il mancato funzionamento delle istituzioni che produce questa vivacita’ di reazione, questa micro-democrazia che non da’ segnali di placarsi. L’impressione, anzi la certezza, e’ che questa sfuggente societa’ civile sia un sintomo del malessere diffuso.
Una specie di misuratore del distacco crescente che esiste tra il paese istituzionale ed il paese reale. Tra la sovranita’ dei partiti e quella del popolo.
Insomma ha tutta l’aria di essere un chiaro indizio di una crisi di leggittimita’ e di rappresentanza.

La societa’ civile, pur se imperfetta, costituisce tuttavia una preziosa risorsa per la democrazia e rispecchia l’impegno, a titolo gratuito, di una minoranza di cittadini, ma in costante crescita, per migliorare sia la società che le istituzioni.
Da noi il funzionamento delle istituzioni lascia molto a desiderare creando i presupposti per una diffusa insofferenza verso il potere partitico-istituzionale quindi favorendo l’irrompere di movimenti di cittadini nello scenario della partecipazione democratico-sociale.

Negli ultimi anni poi l’estraneita’ sociale al sistema politico basato sull’operato dei partiti sembra essersi allargata e trasferita sulla BLOGOSFERA. Non si incorra pero’ nell’errore di definire la societa’ civile come ‘ANTIPOLITICA’: maldestro tentativo ad opera della retorica di regime per cercare di screditare mediaticamente i propri cittadini attivi e sensibili . La delegittimazione continua dei cittadini, che non si dimentichi sono anche e soprattutto elettori, viene ormai vista come un chiaro esercizio di debolezza da parte del sistema urlante della politica ufficiale in disarmo.

Ma quando i nodi della politica vengono al pettine?
Quando evidentemente precipitati in crisi di consenso sono costretti a rincorrerlo tra la gente avendo cura pero’ di scegliere tra coloro che meglio incarnano il proprio modello rappresentativo, il loro grado di percezione della categoria definita appunto come ‘GENTE’: Si tratta di Professionisti, Imprenditori ed altri personaggi in vista, tutti potenziali ‘catalizzatori di voti’, di cui naturalmente si varranno ad abuso e consumo strumentale. Cosi’ facendo hanno contribuito a creare un’autentica frazione sociale e classista tra ‘consenzienti’ e non nei loro riguardi.

Nel variegato e peculiare panorama a noi noto viene purtroppo talvolta a mancare una reale autonomia di una parte della società civile alcuni dei cui esponenti appaiono talvolta come tirocinanti in attesa di compiere un deciso salto di qualità (?) nella sfera degli interessi, pronti a dare il via a fenomeni di collusa ed incestuosa commistione a volte ‘in maschera’ ma molto piu’ di frequente in modo flagrante.
Disperatamente in attesa di patrocini e sovvenzionamenti in cambio di compiacenti convergenze.

E’ noto come il carroccio dei partiti sia mosso non dal desiderio di democratizzare stato e società, come logica civica imporrebbe e come la società civile vorrebbe, ma con l’intento di imporre un modello ferreo di auto-perpetuazione, di chiara origine democristiana poi radicatosi in tutti i suoi trasformismi successivi nell’arco dell’ultimo trentennio.

In concreto si potrebbe affermare che la vera eredita’ colta dai partiti, ‘diligentemente’ perpetrata nel tempo, e’ data dalla continuità con cui sono riusciti a ‘proteggersi’ dalla società civile meno accondiscendente, quindi ben presto denigrata e definita come ‘ANTAGONISTA’ , riuscendo nel replicarsi all’infinito in nome della spartizione del pubblico dominio. Atteggiamento che ha contribuito nel tempo ad innalzare barriere sociali allargando a dismisura il profondo solco tra la loro ‘CASTA’ e la parte piu’ sana della societa’ civile appunto.

Una distanza che ci si augura venga presto colmata da un’azione continua della base, rappresentata dalla moltitudine nella citata societa’ civile, mettendo fine allo strapotere dei partiti.

In basso, sul terreno li dove le cieche sonde istituzionali non arrivano piu’, si e’ creato il vero presupposto per un movimento tellurico di rileggitimazione la cui onda d’urto appare inarrestabile!
Provate ad immaginare che mondo sarebbe…… IMAGINE

2 commenti:

Nuzzlo ha detto...

Benvenuto IMAGINE in questo blog!
Lieto di ospitare i tuoi pensieri,i tuoi comunicati,i tuoi articoli, insomma la tua opinione personale!
Auguri!

IMAGINE ha detto...

Grazie, ci provero'.