"L’amministrazione comunale, la chiesa San Carlo Borromeo e tutte le associazioni INVITANO la cittadinanza tutta a partecipare per il giorno 9 ottobre 2008 ad una pubblica manifestazione di protesta per la tutela dell’ ambiente CONTRO IL TERZO LOTTO per i problemi connessi alla discarica sita in contrada La Torre Caprarica”
“L’INDIFFERENZA È CONNIVENZA” continua il pubblico invito. Ebbene si, l’indifferenza è connivenza. Così come “dire falsa testimonianza” è connivenza oltre che peccato. E questo la Chiesa lo sa bene. Le ambizioni del presidio e dei cittadini che ne hanno fatto e ne fanno ancora parte hanno avuto come obiettivo quello di sconfiggere o quanto meno di combattere il puzzo della mala politica che nella nostra terra si è manifestata con uno scempio ambientale eccezionale. Un cancro che corrode dall’interno la nostra società. Non sono bastati gli occultamenti, le falsificazioni, il disprezzo per le comunità a fermare tutto ciò. No. Non sono bastate nemmeno le manifestazioni o i documenti prodotti. Il Terzo Lotto è aperto. Lo sanno tutti. Qualcuno fa però finta che non sia così. Oppure mente ancora che non gli fosse stato recapitato nulla che ne dimostrava l’imminente apertura. Il terzo lotto è aperto. E il presidio ha fallito. Ha fallito perché non è bastato bloccarlo per un anno. Ma questo è un fallimento che coinvolge tutti i cittadini. Soprattutto chi oggi viene a mancare. Ma oltremodo vede coinvolti chi ci ha teso la mano per pugnalarci. Per questi “uomini” il presidio diverrà l’esempio che non dovrà essere imitato. Ma è un movimento che ha saputo attrarre migliaia di cittadini. Che ha proposto e accertato falsificazioni.
È inutile, quanto superficiale, sottolineare che i presidianti parteciperanno al corteo. Sanno bene quanto sia necessaria una partecipazione attiva per sconfiggere questo cancro, sanno altresì bene chi sono i colpevoli di questo scempio ambientale. Conoscono nomi e volti. Così come sono consapevoli che la questione ambientale del nostro territorio non si conclude con il terzo lotto, semmai inizia. Dai progetti di selezione di rifiuti e realizzazione di CDR a quelli di incenerimento il problema è molto più grande di quello che oggi appare agli occhi distratti dei cittadini. Ma non agli occhi attenti di chi le questioni le conosce e non fa nulla per fermarli. Il terzo lotto fonda le radici nel lontano 2003 eppure i cittadini che oggi manifestano ne sono venuti a conoscenza poco più di un anno fa. Ben quattro anni dopo. Un'altra omissione da aggiungere alle altre. Così come un altro progetto, questa volta molto più “sammarzanese”, affonda le sue radici nel lontano 2003. Piattaforma Universal Service s.n.c. un impianto che si appresta ad entrare nella fase delle conferenze di servizi. E vedremo se questa volta riceveremo o no un invito. E quale sarà la posizione da difendere, se quella dei cittadini o quella dell’impresa. Un passo forse cruciale che svelerà (per gli scettici) le reali intenzioni sullo smaltimento dei rifiuti. Un momento in cui non è più dato usare specchietti per le allodole nemmeno attraverso resuscitate associazioni locali, poiché sarà tutto infinitamente chiaro. Nessun conflitto, per quanto mi riguarda però “dire falsa testimonianza” non è un peccato da cui redimersi il giorno dopo, è una vergognosa offesa nei confronti dei cittadini perpetrata loro per salvaguardare non il territorio bensì i propri interessi. Non si mette in dubbio la manifestazione stessa ma i suoi contenuti. Ma saremo presenti con la convinzione che solo la partecipazione attiva dei cittadini possa cambiare lo stato delle cose. Che la finzione non ci riguarda, che le sedi istituzionali hanno i poteri (e il dovere) per fermare questo degrado, che le passerelle non sono la soluzione al problema. Bisogna fare di più. C’è bisogno di tutta una cittadinanza per fermare questi criminali. Parteciperemo. Facendo attenzione a chi è al nostro fianco.
“…E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.”
Fabrizio De Andrè “La canzone del maggio”
Iniziava così il corteo del 20 ottobre dello scorso anno a San Marzano.
mercoledì 8 ottobre 2008
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10 commenti:
Chiamatelo elicottero. Ma a voler fare i conti in tasca allo stato, a sorvolare contrada la torre-caprarica ci sono 2 mila e 500 euro all'ora. Tanto costa l'elicottero, che sta sorvegliando dall'alto alcune centinaia di pellegrini in corteo verso il terzo lotto della discarica Ecolevante. Considerato che l'elicottero sta svolazzando dalle 11 circa, si è già bruciato lo stipendio mensile di qualche decina di ricercatori universitari. E non consideriamo uomini e mezzi a terra. Costa salata questa guerra alla democrazia. Se avete problemi col mutuo, non arrivate a fine mese, siete precari, disoccupati, andate in contrada La Torre-caprarica a vedere come lo stato impiega il nostro denaro per evitare che qualcuno disturbi troppo gli interessi di settanni sul quale presto scopriremo delle cosucce interessanti
Cancellate pure questo di commento.
Presto??? Quanta 'ma spitta ancora?
più che altro quali sono queste cosucce interessanti..?
Sex scoop?
Ha bucato un "trava"?
gan bel post...
gazie...
Napoli,Pianura
Nel dicembre dello scorso anno il prefetto di Napoli Alessandro Pansa indicava la discarica di Contrada Pisani come idonea allo stoccaggio delle migliaia di tonnellate di munnezza presenti per le strade di Napoli e provincia. Negli stessi giorni la popolazione di Pianura cominciava a protestare contro la riapertura di una delle discariche più vecchie e più grandi d’Europa. Basti pensare che la discarica è stata aperta nel 1921 ed è stata utilizzata a fasi alterne fino al 1994 anno in cui è stata “chiusa” ufficialmente. In realtà il sito è stato riutilizzato più volte fino alla protesta del 2003, quando una riapertura di pochi mesi ha scatenato blocchi spontanei in tutto il quartiere sedati prontamente dalle armate di stato a manganellate. Da allora essendo la zona una delle più contaminate d’Europa l’utilizzo della discarica è stato accantonato.
Quando si parla di contaminazione si deve sapere che il quartiere di Pianura ha un indice di malformazioni fetali e un tasso di tumori tra persone di qualunque età spaventoso.
A Pianura si è scaricato qualunque rifiuto tossico in quantità che conosciamo solo in parte.
Ma è questo il ruolo che hanno le discariche, sotterrare qualunque tipo di scoria industriale senza che se ne possa capire la provenienza e soprattutto la pericolosità per noi e per le terre che abitiamo.
Pensavate che una discarica servisse a raccogliere solamente i nostri sacchetti di munnezza?
Certo quelli sono buoni per nascondere i rifiuti tossici.
Questa era la situazione a Pianura nel Dicembre dello scorso anno quando migliaia di persone scesero per strada per impedire l’ennesima vessazione.
Ci furono di nuovo le proteste e le bastonate delle bande armate statali, ci furono i blocchi e le barricate per difendersi dalle bastonate. Anche in quei mesi di freddo intenso ci fu gente a presidiare l’ingresso della discarica per parecchie notti di fila.
La popolazione di Pianura aveva deciso che resistere era l’unica cosa da farsi, aveva deciso che il proprio territorio, la proprio vita, il futuro dei propri figli non erano merce in vendita, che nessuno per ragioni di perpetua “emergenza”, di mero profitto diciamo noi, poteva decidere di mandare a morte una comunità che aveva già un piede nella fossa.
Ma per chi devasta interi territori, per chi calpesta la dignità di intere comunità per i suoi fini di potere, tutto questo rappresenta una sfida, una ribellione che deve essere schiacciata con qualunque mezzo. Ed ecco che quando le bastonate non servono, comincia il bombardamento mediatico: in quei mesi tutti gli abitanti erano camorristi, tutti i manifestanti feroci tagliagole, chiunque dissentiva un terrorista. Ma neanche i parolai del governo con le loro stronzate a mezzo stampa sono riusciti nell’intento di buttare merda. La gente di Pianura si è permessa di opporsi e per questo adesso deve pagare.
I clan politico-industriali non accettano repliche quando mettono le mani su un territorio soprattutto ora che i loro interessi si sono spostati in un’ altra zona. Hanno bisogno di dare un “esempio” a chi si ribella. Gli arresti effettuati per i blocchi di Pianura sono arrivati proprio adesso che si sono riaccese le proteste a Chiaiano.
La tecnica è quella solitamente usata: affermare che tra la gente del posto ci sono infiltrati che fomentano solo violenza, fare una divisione tra bravi cittadini e sobillatori feroci. Tecnica che molto probabilmente verrà riutilizzata anche nelle indagini sulle proteste di Chiaiano. Sono giorni, infatti, che i mezzi di disinformazione parastatali continuano a puntare il dito su alcuni dei “facinorosi” di Pianura che sarebbero stati presenti anche nelle proteste di Chiaiano.
Visto che si stanno aprendo nuovi fronti di lotta - come ad Andretta (Av) dove vogliono aprire una megadiscarica da 2 milioni di tonnellate, ad Acerra dove sta per entrare in funzione l’inceneritore (chiamiamolo col nome suo), a Ponticelli dove è prevista la costruzione di un altro inceneritore - uno degli strumenti per sedare ogni rivolta è proprio la criminalizzazione delle popolazioni che si oppongono alla devastazione del proprio territorio. Lo spauracchio degli infiltrati, della presenza di camorristi, di ultras scatenati, di estremisti politici serve solo a coprire, in maniera alquanto maldestra, il fatto che chi si ribella è chi subisce sulla sua pelle la devastazione del proprio ambiente.
Solidarietà con le popolazioni in lotta.
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