venerdì 7 novembre 2008

Come dite? Domenica prossima, 9 novembre, a San Marzano di San Giuseppe, vietato manifestare per espresso volere dell’amministrazione comunale? Falso. Assolutamente falso. Anzi, no: vero a metà o per un terzo o, volendo, anche meno.
Ecco, mettiamo subito in chiaro una cosa: la manifestazione di domenica si farà. Eccome, se si farà. E’ già tutto pronto. Non corrono rischi neppure le altre iniziative. E’ salvo il pranzo in piazza. Ci sarà l’intrattenimento per i bambini il pomeriggio. Nulla e nessuno potrà fermare il concerto in serata. Sono perciò prive di fondamento le voci che stanno circolando, con insistenza, in queste ore.
Certo, dicevamo, vero a metà, o per un terzo o anche meno. Dicevamo così, e spieghiamo perché. Per chi vive a San Marzano, è infatti evidente l’azione di boicottaggio messa in atto dai vecchi volponi della politica del feudo sanmarzanese. Cavilli burocratici; divieti fantasiosi posti contro l’utilizzo di piazza Casalini. Ragioni di ordine pubblico e di parcheggio delle auto per i residenti. Tali amenità le potete leggere voi stessi nella comunicazione inviata dal Comune di San Marzano. La trovate in questo blog, proprio qui, sotto questo post. Da una parte, per la prima volta è un’amministrazione comunale (e non la questura) ad accampare ragioni di ordine pubblico. Allora, Borsci sindaco sceriffo? Forse pure parcheggiatore, dal momento che l’amministrazione civica si preoccupa tanto per i cittadini che abitano in centro. Dove parcheggeranno la loro auto quella sera, si chiede (e scrive) l’amministrazione cittadina? E così 200 quintali di rifiuti speciali al giorno per i prossimi anni, sì. Una sera senza lasciare la macchina al solito posto, no.
Tutto questo agitarsi ed agitare le acque, tutte queste visite a casa, casa per casa, da parte dei soliti signorotti locali, per cercare di dissuadere la gente a partecipare, tutto ciò che sta accadendo in questi giorni è un’ulteriore conferma (ove ve ne fosse ancora bisogno) dei legami strettissimi tra gli imprenditori dei rifiuti e chi occupa ruoli istituzionali. Qui parliamo della Universal Service, la ditta a cui la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro una discarica a Tortora. La stessa ditta a cui è stato revocato un appalto per la raccolta dei rifiuti in un Comune salentino a causa di infiltrazioni mafiose. La stessa identica ditta a cui il comune di San Martzano ha elargito 40 mila euro all’anno per la raccolta differenziata che, nello stesso Comune, si attesta al livello più basso possibile: zero per cento.
E allora, in barba ai boicottaggi, ai veti ed alle barriere, noi domenica saremo in piazza, tutto il giorno. Noi a San Marzano, i campani a Chiaiano, in contemporanea. Se i nostri potenti mezzi tecnici lo permetteranno, ci saranno forse pure dei collegamenti in diretta con Chiaiano (lì, sono state scoperte tonnellate di amianto nella discarica presidiata dall’esercito). E poi, lo dico o non lo dico? Lo dico o non lo dico? Ma sì, dai, anticipiamo qualcosa: per la gente di San Marzano e dei dintorni verrà trasmesso un videomessaggio di Caparezza. Vieni a ballare in Puglia, vieni a San Marzano, e soprattutto, non credere a quelli che in queste ore dicono che la manifestazione domenica non ci sarà. Saremo noi a fermare loro, non viceversa.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma gli assessori che erano contrari parteciperanno alla manifestazione?

Anonimo ha detto...

Habemus piazza (per rimanere in tema Caparezza). Piazza Madonne delle Grazie. Ma non il palco comunale come esplicitamente richiesto. Il motivo è semplice: “Abbiamo deciso così, il palco non lo diamo più”. Ma non è stato sempre così. In altre occasioni, come, ad esempio, per l’assemblea pubblica col dottor Mazza del 10agosto scorso, quel palco è stato concesso e installato dai dipendenti comunali. Ma a San Marzano le decisioni sono prese in base al tempo e forse le intemperie degli ultimi giorni hanno influenzato quelle del Sindaco portandolo a negare qualcosa (un palco comunale) che in altre occasioni ha già concesso. Questa decisione è stata presa senza essere supportata da nessun regolamento comunale, che manca (da quanto riferito dai tecnici comunali). Inutile sottolineare come, dopo piazza Casalini, negata per ordine pubblico, il boicottaggio dell’amministrazione comunale, che continua con il diniego per un palco comunale, nei confronti di questa manifestazione sia evidente. I cittadini vanno avanti per la loro strada e ai musicanti chiederemo scusa perchè, a San Marzano, le manifestazioni musicali che non sono patrocinate dall’amministrazione o che non ledono i loro interessi non sono considerate come meritano.

Anonimo ha detto...

e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata

Anonimo ha detto...

la marmotta confezionava la cioccolata e giacchetta riciclava gli assorbenti

Mimmo ha detto...

Negare un palco, per una serata, nemmeno un bambino fa questi dispetti! IO mi vergognerei, ma non sono il sindaco!

Anonimo ha detto...

w il sindaco di san marzano

pdick ha detto...

Il punto è questo: subito dopo il risultato elettorale andai a complimentarmi con Pino Borsci dicenodgli che gli auguravo di poter fare davvero il sindaco. Lui mi rispose che si, l'avrebbe fatto, altrimenti si sarebbe dimesso come fece il padre tanti anni fa. Ora mi viene un dubbio: allora non è Tarantino lo stronzo

Anonimo ha detto...

quale dei due sindaci? Tarantino o Giacchetta?

Anonimo ha detto...

Auguro al presidio di trasformarsi da movimento che richiama la comunità a movimento che risponde al richiamo delle comunità. Quello che accade oggi a San Marzano sia un buon esempio per tante realtà che non si muovono e si prendono in giro da sole facendo finta di credere alle baggianate dei soliti politici. Se uno inquina, commette un crimine. Se uno aiuta gli inquinatori, è complice. Criminali gli uni, criminali gli altri, ti ammazzano senza pistole, ma comunque ti ammazzano. Ecco perché non si può più stare fermi. La pochezza di chi sta di fronte la si vede da un palco negato o dal divieto di stare in una piazza. Basta che una comunità si unisca, e la piazza se la prende, come si può riprendere il diritto di decidere del futuro di questi luoghi che stanno cercando di distruggere.