mercoledì 28 maggio 2008

CS - Solidarietà a Chiaiano

Il Presidio Permanente “No Discariche” di Grottaglie – San Marzano (TA) esprime la sua totale solidarietà ed il suo sostegno alla popolazione di Chiaiano, vittima della violenta repressione delle forze di polizia che sabato scorso ha provocato numerosi feriti tra le migliaia di persone scese in strada per impedire che una nuova discarica nascesse tra vicini centri abitati, ospedali e inquinasse la falda acquifera, attentando così al territorio e alla vita delle popolazioni.

Il presidio di Grottaglie – San Marzano sarà presente alla manifestazione del primo giugno a Chiaiano, non solo in segno di solidarietà con le popolazioni campane ma come partecipazione diretta ad una lotta che ha gli stessi obbiettivi e gli stessi nemici della propria.

Da nove mesi il presidio si è installato di fronte ai primi due lotti di una discarica che raccoglie rifiuti industriali da tutt’Italia ed in particolare dalle industrie del nord, per impedirne l’apertura di un terzo.

Difendiamo la nostra terra dai saccheggi e dalle rapine da parte di imprese e multinazionali che attraverso la collusione del potere politico ed il sostegno delle organizzazioni mafiose da decenni fanno affari stratosferici avvelenando la nostra terra, la nostra acqua, la nostra aria.

Dal nord al sud le popolazioni insorgono e lottano contro l’espropriazione di vita e beni comuni che si manifesta con i progetti delle “grandi opere” e della “alta velocità”, con le basi militari, le discariche, gli inceneritori ed i rigassificatori, e, da ultimo, col prepotente ritorno della minaccia nucleare.

Partiamo dai nostri territori, ma uniamoci in una lotta generalizzata, capace di costruire una democrazia alternativa a quella che riduce a merce persino l’ambiente, la salute e la vita umana e che ormai butta la maschera e cancella gli ultimi barlumi di libertà formali, come dimostrano i provvedimenti del governo, che continuando le politiche di quello precedente, criminalizza le lotte popolari e militarizza i nostri territori.

"Carta" canta

La democrazia dal basso del presidio di Grottaglie
di Massimiliano Martucci
[27 Maggio 2008]
La protesta dei cittadini contro l'espansione di una discarica, in Puglia, tra le province di Brindisi e Taranto, diventa un laboratorio di cittadinanza. Reportage.

La prima a venirci incontro appena arrivati al presidio è Pit, una bastardina bianca di madre pitbull e padre ignoto. L’accoglienza non è proprio calorosa. Ha appena avuto un cucciolo e prima di accettare uno sconosciuto passa al vaglio attentamente il suo odore. Ma è l’unica a darci un po’ di attenzione, gli altri sono tutti attenti a quello che accade nella discarica, dove un bulldozer sta spalmando un carico di immondizia appena arrivato. Vannina e gli altri sono vigili come aquile, armati di binocolo, per capire che tipo di rifiuti sono, perché ultimamente nella discarica arriva un po’ di tutto. Sono le tre e mezza di un pomeriggio di maggio e a Grottaglie fa molto caldo, non ostante il cielo sia coperto, e al presidio contro l’apertura del terzo lotto della discarica Ecolevante adesso sono in tre, per il turno pomeridiano, reduci da un’assemblea pubblica tenuta nella piazza principale della cittadina la sera prima.
Una delle tante prove di coinvolgimento che da ottobre il presidio permanente tenta nei confronti dei grottagliesi, ma non c’è verso di smuovere qualcosa. È la maledizione di queste terre, spiega la persona che ha accettato di fare da guida, che risponde alle domande e non vuole essere nominato, che non va bene esporsi troppo in prima persona, soprattutto perché è il presidio che parla e non una sola persona. Ma il suo aiuto nel capire le dinamiche di questa lotta e il clima che si respira è fondamentale. Virgilio, lo chiameremo così, ci accompagna per le campagne dell’alto Salento, lontanissimi dal mare e dagli specchietti per le allodole che ogni anno attirano turisti da tutto il mondo. È una terra dedicata all’agricoltura, lontana sia dall’Ilva di Taranto e dal miraggio dell’industrializzazione, sia dai ricami barocchi. Qui si fa l’olio e si fa il vino, quel vino scuro come il sangue e primitivo come il suo nome che è uno dei simboli della Puglia.
Ci troviamo sulla strada che da Grottaglie va a San Marzano di San Giuseppe, l’ultimo paese albanese dell’arcipelago estinto dell’Albania tarantina. Il presidio funziona in maniera assembleare, ogni giovedì e domenica sera, oppure quando ce n’è bisogno, nella tenda più grande dell’accampamento si riuniscono per decidere come portare avanti la lotta, per discutere del materiale di cui sono venuti in possesso, per mettersi d’accordo per i turni, per fare la spesa e per eleggere il nuovo portavoce. La partecipazione è veramente trasversale, va dai militanti di Rifondazione fino a qualche consigliere comunale di An, non solo, ma ci sono cittadini di tutti i paesi vicini. Sempre con un occhio alla strada per controllare che non arrivino sirene a sgomberare e un occhio alla discarica, per seguire gli spostamenti di camion e bulldozer.
La storia dell’Ecolevante ha più di dieci anni, da quando il comune di Grottaglie diede l’autorizzazione al primo e al secondo lotto della discarica per rifiuti speciali, ai confini estremi del territorio comunale, a un paio di chilometri da San Marzano. Virgilio ci accompagna a fare un giro, dopo aver visitato il presidio, ci porta lungo la strada che da Carosino porta a nord verso Francavilla Fontana, a vedere il famigerato terzo lotto, quello che oltre ai rifiuti speciali, avrebbe dovuto contenere i rifiuti pericolosi. Siamo al limite di provincia tra Taranto e Brindisi, a sinistra abbiamo la vecchia Ecolevante e a destra quella nuova. Tra la strada e il muretto che delimita il terzo lotto, ci spiega Virgilio, ci sono le tubature dell’acquedotto pugliese, che dovevano essere almeno a venti metri dal confine del lotto, ma che sulle carte che hanno presentato per chiedere l’autorizzazione pare si siano dimenticati di segnarlo. Come si sono dimenticati di segnare alcune case che sono nella zona e soprattutto il Santuario della Madonna delle Grazie: «Sulle mappe che hanno permesso l’autorizzazione non era segnato niente, sembrava di essere nel deserto… invece ci sono distese di ulivi e tendoni per l’uva. All’interno del terzo lotto, nonostante sia chiuso, ci sono operai che lavorano». Tutti aspettano il 10 giugno, quando si saprà se si deve aprire o meno, quando cioè si deciderà se la Ecolevante riceverà l’Autorizzazione integrata ambientale [Aia]. Paradossalmente a questo incontro parteciperà il comune di Grottaglie e non quello di San Marzano, che in extremis è stato chiamato come «convitato di pietra», che è molto più vicino, nonostante il territorio interessato appartiene alla città delle ceramiche. L’Ecolevante infatti paga ogni anno delle royalties per la discarica al comune di Grottaglie. 1.850.000 euro, una piccola percentuale di quanto guadagna in realtà. Con questi soldi il Comune aggiusta le strade, costruisce le piazze e le fontane, organizza le feste di paese e si permette sfizi che altre città non potrebbero. Non solo: l’Ecolevante è il principale sponsor di ogni tipo di manifestazione si faccia a Grottaglie, dalla squadra di calcio locale [di cui è proprietaria] fino alle feste dell’Unità, che finanzia dal 1999. Ci racconta Ciro d’Alò, presidente dell’Associazione «Sud in Movimento», una delle associazioni grottagliesi che fanno parte e sostengono il presidio, che Ecolevante è penetrata nel tessuto sociale e nella vita cittadina in maniera profonda. Sin dalla sua nascita [fine anni novanta] non si è avuta una percezione esatta di quello che stava accadendo. In città la maggior parte delle persone erano convinte che la discarica accogliesse i rifiuti solidi urbani locali, che senza la discarica i sacchetti neri pieni di immondizia sarebbero rimasti per strada. Oltretutto ha dato lavoro a molti giovani.
Con Virgilio proseguiamo il giro per le campagne del Salento, lungo strade diritte che tagliano come vene i campi e i vigneti. Ha deciso di portarmi a vedere l’invaso del Pappadai, un enorme vasca scavata dalle parti di Monteparano che avrebbe dovuto raccogliere e smistare l’acqua per gli agricoltori della provincia di Taranto di Brindisi e di Lecce e che invece è solo un enorme vallata secca con un inutile diga da un lato. Virgilio ci fa notare che la discarica è visibile da dove siamo ora, dista appena tre o quattro chilometri, e la cosa strana è che siamo perfettamente al centro tra due siti di stoccaggio per rifiuti speciali simili: da una parte l’Ecolevante e dall’altra invece la discarica Vergine a Fragagnano. E al centro ci sarebbe dovuto essere una delle più grandi riserve d’acqua artificiali della regione, venti milioni di metri cubi di oro blu, che dal Sinni in Basilicata avrebbe irrigato i campi di mezzo Salento. Secondo il rapporto della Confesercenti del 2005, è al primo posto tra gli sprechi di soldi pubblici in Italia: duecentocinquanta milioni di euro. Il Consorzio di bonifica dell’Arneo che gestisce questo invaso ha fatto pagare le tasse per l’acqua [che non c’è] agli agricoltori fino al 2004. Il problema è che tra gli accordi tra la Regione Puglia e la Regione Basilicata, fatti nel 1999, non risultava per niente lo sfruttamento delle acque del Sinni e del monte Cotugno. Un altro piccolo mistero incastonato tra lo Jonio e l’Adriatico. Dall’altra parte dell’invaso c’è invece la discarica Vergine, gemella dell’Ecolevante, entrambe destinatarie di un’ordinanza del Commissario straordinario dei rifiuti di Lecce che obbliga i due siti a raccogliere i rifiuti urbani del leccese, nonostante siano impianti adibiti per lo stoccaggio di rifiuti speciali, tipo gli scarti edili. I rifiuti che arrivano da Lecce, secondo la sentenza, devono essere biostabilizzati nell’impianto di Poggiardo, solo che, continua Virgilio, i cittadini di Fragagnano hanno controllato quello che scaricano i camion presso la discarica Vergine e pare siano i sacchetti della monnezza così come vengono gettati nei cassonetti. E infatti, scopriamo, l’impianto di Poggiardo è stato chiuso fino al 12 maggio. A questo punto siamo di fronte a due paradossi. Nel 2006 con l’operazione Re Mida, fu smantellata un’organizzazione criminale che triangolava i rifiuti urbani da Giffoni in provincia di Salerno fino alla discarica di Grottaglie, passando per Varese. I criminali facevano arrivare gli Rsu a Varese, sede della Lombarda Servizi Ecologici dove cambiavano il codice che accompagnava la spazzatura da Giffoni, versavano un po’ di calcinacci sulla superficie dei rifiuti trasportati, tanto per far vedere che si trattava di rifiuti speciali e poi partivano verso Grottaglie. Il tutto all’insaputa, così dice l’inchiesta della magistratura, della Ecolevante, che aveva un atteggiamento «distratto». Uno dei reati commessi dall’organizzazione era quello di stoccare Rsu dove dovevano essere messi solo quelli speciali. Cosa che avviene adesso con l’ordinanza del Tar. E questo è il primo paradosso.
Il secondo riguarda invece il fatto che non ostante lo spazio del primo e del secondo lotto sono esauriti da dicembre scorso, continuano ad arrivare camion di spazzatura. L’Ecolevante pare abbia comprato duemilacinquecento metri quadrati dalla cava che è adiacente per non rinunciare alla possibilità di guadagno. Il terzo lotto si rende quindi necessario se la società vuole continuare ad arricchirsi. E per l’ammontare del guadagno è possibile che si falsifichino anche le mappe per la richiesta di autorizzazione, scompaiano masserie e case, le tubazioni dell’acquedotto e la chiesa rupestre. Scompare pure la cooperativa «Amici» che nei pressi del terzo lotto ha un centro di ippoterapia. In totale, compreso il famigerato III lotto, la discarica di La Torre – Caprarica a Grottaglie avrebbe tre milioni di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi.
Facciamo ritorno in paese, il giro turistico è finito. La sera prima all’assemblea in piazza hanno partecipato in molti, è stato proiettato un minidocumentario girato dal presidio e sono intervenuti in tanti, anche un consigliere di An che condivide la lotta e che ha dormito ogni tanto al presidio. «Ma l’alta partecipazione è dovuta solo perché è stata fatta in piazza, altrimenti non ci sarebbe stata così tanta gente, non è più come all’inizio–ha ancora il tempo di spiegarci Virgilio–quando nelle assemblee c’erano anche trecento persone, adesso sono massimo una cinquantina». E per la maggior parte sono di San Marzano, là il problema è più evidente perchè il paese è spesso immerso nella puzza che proviene dalla discarica. A Grottaglie invece il problema non si vede, e quindi la gente non lo sente tanto da partecipare attivamente. Se le persone sono integrate nel sistema, e il sistema permette loro di avere dei privilegi, nessuno vuole esporsi più di tanto. Il rischio è perdere questi privilegi. Non ostante questo, il presidio va avanti, sperando di allargare la lotta, come ci dice Antonio, ex di Rifondazione, far diventare il Presidio No Discarica l’esempio della democrazia dal basso.

fonte:
www.carta.org

lunedì 26 maggio 2008

Per Florido il 3° lotto della discarica è ormai una questione chiusa!

E' iniziato stamattina dopo mesi di inattività il Consiglio Provinciale di Taranto.
All'ordine del giorno anche la questione relativa agli ampliamenti delle discariche per Rifiuti Speciali Non Pericolosi di Fragagano/Vergine e di Grottaglie/Ecolevante.

Mentre vi scriviamo non ci è ancora dato sapere dell'esito della eventuale votazione degli ordini del giorno aventi tale oggetto presentati rispettivamente da Rifondazione Comunista e Forza Italia.

Il Presidente della Provincia Gianni Florido, interrogato da una emittente televisiva locale sulla opportunità e sulla volontà politica della maggioranza in merito alla Discarica di Grottaglie ha dichiarato che dopo la sentenza del Consiglio di Stato nulla più può essere fatto!
Certo ha dichiarato Florido, che è volonta della Provincia, stabilire nel prossimo piano provinciale dei rifiuti speciali in corso di redazione in concorso con l' ARPA Puglia (a proposito Presidente, ci vuole chiarire di quali tempi biblici richiede ancora la stesura di questo piano visto che sono più di tre anni, ovvero dal suo insediamento, che dice che il piano sarà redatto e nel frattempo solerti dirigenti della Provincia, con il tacito avvallo della politica e della sua maggioranza autorizzavano quegli ampliamenti di cui sopra!!!!) un tetto alle volumetrie per discariche di rifiuti speciali presenti sul nostro territorio..e ci credo bene visto che se dovessimo ragionare esclusivamente in termini di fabbisogno locale, queste volumetrie verrebbero colmate nell'arco di decenni, se non secoli (anche se lei sa benissimo caro Presidente che in realtà queste discariche, oggi, non ci servono assolutamente e tutt'altro sono che al servizio della comunità locale come il generoso Pinuccio Settebellezze sostiene!!!).

Chi vivrà vedrà comunque caro Presidente, comunque questo è solo l'ultimo atto di un comportamento tenuto dall' ente Provincia di Taranto e dai suoi componenti di maggioranza a dir poco ambiguo. Nonostante le batoste elettorali, il suo ridimensionato potere politico e la volontà contraria a queste discariche dei cittadini delle comunità investite da questo ennesimo sopruso ambientale, lei e i suoi fedeli adepti locali ( mi chiedo quando mai cresceranno e capiranno che non è per loro fare il mestiere del sindaco!! Alla terza trombata mi chiedo quando e se lo capiranno...) continuate ad andare avanti per la vostra strada fatta di strane connivenze, di vorrei ma non posso, di comportamenti sempre ambigui, di continui rimandi a responsabilità altrui ( il caso Romandini è eesmplificativo) e mai, sottolineo mai, di dialogo aperto, franco e sincero ma soprattutto di presa di responsabilità del problema.

Evidentemente l'odore dei soldi ed il potere delle clientele è di gran lunga più forte di un sano e civile confronto democratico con le popolazioni della Provincia da lei amministrata, ma la gente, caro Presidente, non ha la memoria corta, tutt'altro, ed alle prossime consultazioni elettorali, che lo vedono plebiscitario ri-candidato alla Presidenza della Provincia, ricorderanno al momento opportuno del voto, quale personaggio politico si sono trovati davanti, quali seconde linee locali lo hanno affiancato, ed alla fatidica domanda di cosa ha fatto nello specifico interesse delle popolazioni locali e verso la tutela del territorio si risponderanno all'unisono: NULLA!!!!

di pensierolibero

Chiaiano 24 maggio 2008



Una lettera da Chiaiano.

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra. Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.
Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.
La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare.
Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia - Napoli

dal blog di Peppe Grillo


Stasera
lunedì 26 maggio
ore 20.30
ASSEMBLEA
al Presidio.
Cercate di presenziare
poichè è importante
sentire il parere
di ognuno di voi
su questioni urgenti.

domenica 25 maggio 2008

assemblea

questa sera

ASSEMBLEA AL PRESIDIO

alle 20.30, si prega di non mancare

sabato 24 maggio 2008

Sequestrate 16t. di carbone da petrolio all'ILVA di Taranto

Il materiale, destinato alla miscelazione con carbone fossile per la produzione di coke siderurgico, era presso uno stabilimento di Taranto in un'area inidonea da un punto di vista della tutela dell'ambiente

24 maggio 2008

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

ROMA - I Carabinieri del NOE di Lecce hanno sequestrato, presso uno stabilimento siderurgico di Taranto, circa 16.000 tonnellate di pet-coke (carbone da petrolio) importato dagli Stati Uniti e destinato alla miscelazione con carbone fossile per la produzione di coke siderurgico. Contestualmente, i militari hanno denunciato il legale rappresentante dello stabilimento per aver effettuato deposito di pet-coke su area priva di autorizzazione allo smaltimento nel sottosuolo di acque di dilavamento, per assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera e per gestione illecita del rifiuto destinandolo ad un impiego diverso da quello previsto. Il valore del pet-coke sequestrato si aggira intorno ai due milioni di euro.

Finalmente viaggi interplanetari

A fronte del rifiuto generalizzato, c’è una nuova proposta partita da Grottaglie, proponenti PD, PDL e gli ex conviventi nel PCI ora separati, Donatelli e Trani hanno rilasciato una dichiarazione disgiunta:

“Il nucleare è sicuro e nel 1987 gli italiani hanno sbagliato a dire “NO” contro le nostre indicazioni”!

Sarà istituita una task force che preparerà un piano per munire il 787 dreamliner di propulsione nucleare, sarà riperimetrato il terreno dove ora sorge il presidio permamente “NO DISCARICHE” che così non avrà più vincoli paesaggistici, sarà desertificata la zona circostante, spariranno dalle mappe tutte le forme di vita e la zona sarà ripopolata da alieni provenienti da Marte. Come successo con l’offerta all’Alenia, la zona sarà data all’ENEA che così potrà installare la sua brava centrale nucleare, togliendola a quei trogloditi di Avetrana che, dopo 20 anni, non sanno cosa vuol dire respirare aria pura dalla bomboletta col tubicino dell’aria medica. A tutti gli abitanti del circondario non desertificato, sarà dato in comodato d’uso un “atomino” sordomuto che non potrà ribellarsi per non trasformarsi in fungo.

Il primo cittadino farà pubblico dono, ai Top Manager della discarica, di licenza per smaltire scorie nucleari in ossequio al principio di “Prossimità”, nel senso di “vengo prima io”, e sarà ricordato come colui che tappa i buchi di bilancio con noccioli e nuclei.

Lunedì 26 Maggio, finalmente Consiglio Provinciale. Forse si discuteranno gli o.d.g. presentati da Rifondazione e Forza Italia nei mesi scorsi, affinché la Provincia annulli in autotutela gli atti autorizzatori del 3° lotto della discarica Ecolevante.


mercoledì 21 maggio 2008

Evviva la Democrazia!

Carcere per chi blocca le discariche.

Berlusconi presenta il decreto rifiuti.
Guido Bertolaso diventa sottosegretario per affrontare l'emergenza.
Napoli:«Vogliamo riportare i fiori al posto dell'immondizia».
Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri che si è tenuto a Napoli, conferma che l'emergenza rifiuti in Campania rappresenta il primo banco di prova dell'esecutivo.
Il presidente del Consiglio auspica una «nuova vita» per la città.
«Abbiamo adottato un decreto legge che fa piazza pulita delle incertezze e che mira a tutelare la salute pubblica» annuncia il Cavaliere.
«Abbiamo fatto tesoro degli errori del passato.
Non esiste un modo solo per risolvere il problema, ma noi siamo pronti ad adottare scelte dolorose e difficili con fermezza e determinazione».

IL DECRETO - Berlusconi ringrazia l'ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, per il lavoro svolto («il commissario ha avuto difficoltà ad attuare ciò che riteneva necessario, ma ha lavorato egregiamente») e presenta il decreto legge adottato dal governo, che si compone di 17 articoli e affida alla protezione civile nazionale il compito di coordinare le attività per fronteggiare l'emergenza, «come se fosse un terremoto o un'eruzione vulcanica».
Tra i primi provvedimenti del governo c'è, come anticipato dal Corriere della Sera, anche il via libera alla nomina di Guido Bertolaso, attuale capo della Protezione civile, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'emergenza rifiuti (la nomina porta a sessantuno il numero di sottosegretari. Per nominarlo, dunque, il decreto prevede una deroga alla «legge Bassanini» che fissa il tetto massimo del numero dei membri del governo a sessanta).
«Da domani (giovedì, ndr) il sottosegretario Bertolaso attiverà cinque siti per le discariche in tutte e cinque le province campane».
I nomi dei siti sono stati però secretati fino alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.
«Non saranno più accettate le azioni di minoranze organizzate» assicura Berlusconi.
A tal proposito le discariche della Campania saranno «aree di interesse strategico-militare» e verranno «presidiate dall'esercito». «Chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l'accesso - aggiunge il premier - sarà punibile con l'arresto da 3 mesi a un anno.
I promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni».

TERMOVALORIZZATORI - Per superare l'emergenza, inoltre, si punterà su quattro termovalorizzatori.«Sono impianti sicuri e quindi non bisogna averne paura» afferma Berlusconi. «In Campania saranno quattro, di cui uno a Napoli di ultima generazione».
A tal proposito, Bertolaso attenderà indicazioni dalle autorità locali entro i prossimi 30 giorni per individuare la località dove costruirlo.Nel caso non dovessero giungere indicazioni precise - spiega il premier - il sottosegretario procederà autonomamente.
Il decreto prevede inoltre «l'immediata riattivazione del termovalorizzatore di Acerra» dichiara il premier, secondo il quale «è uno scandalo» vederlo ancora inutilizzato visto che è un'opera pubblica prevista nel 2001.
Berlusconi sottolinea che il termovalorizzatore di Acerra «deve diventare attivo entro la fine dell'anno».
«Tra trenta mesi - aggiunge poi Berlusconi - sarà pronto il termovalorizzatore di Salerno», poi ce ne sarà uno «a Santa Maria La Fossa e uno, appunto, nel Comune di Napoli».

Inoltre «chiuderemo 7 impianti di combustione dei rifiuti e li trasformeremo in impianti per il compostaggio di qualità».
Questo, spiega Berlusconi, «permetterà la raccolta differenziata».

Fonte: Corriere della Sera.it.

lunedì 19 maggio 2008

Martedì 20 alle ore 20.00

ASSEMBLEA AL PRESIDIO PERMANENTE

“NO DISCARICHE”

Si discuterà delle nuove iniziative

dopo l'esperienza delle assemblee in piazza

a San Marzano e Grottaglie

si prega di estendere al massimo l'invito

sensibilizzando gli indecisi.

E' IL MOMENTO DELLE SCELTE

Dalla GirWebTV

un ringraziamento agli amici di Gir http://www.girwebtv.it/08/default.asp

sabato 17 maggio 2008

Così è stata sfruttata l' emergenza del 2003 in Campania. Chiesti 7 anni per il «cervello» del traffico

Da Napoli a Varese, la truffa dei rifiuti

Truccate le carte, l' immondizia poi tornava al Sud. E lo Stato pagavaIn un' intercettazione si parla di super profitti: «Fatturo 30 mila euro al giorno e non devo neppure scaricare i tir»

MILANO - «I profitti? Sono schizzati in aria: fatturo 30 mila euro al giorno e non devo neanche scaricare la roba». Facile, quando la «roba» è l' inesauribile miniera dei rifiuti di Napoli e i quattrini sono quelli che lo Stato paga per l' emergenza. Facile, quando la monnezza - destinata al recupero - approdava prima in provincia di Varese, per un maquillage di facciata e poi riprendeva abusivamente la strada per il Meridione. Con questo giro d' Italia dei rifiuti, Salvatore Accarino, titolare della «Lombarda servizi ecologici» di Olgiate Olona riusciva a fare girare i 30 mila euro al giorno, una montagna di soldi che però ora gli sono valsi una richiesta di condanna a 7 anni da parte del pm di Milano Fabio Napoleone. Il magistrato ha ricostruito un enorme traffico clandestino di rifiuti, in cui quelli di Napoli sono stati la magna pars, ma non gli unici. Tutti però transitavano dall' azienda di Olgiate, una sorta di «ombelico» dell' immondizia di mezza Italia. Adesso il pm Napoleone ha chiesto la condanna di una ventina di persone tra amministratori di società, camionisti o semplici intermediari del lucroso business. Lucroso quanto? Non bastassero le parole intercettate ad Accarino valgano quelle captate in una telefonata di un altro indagato, Pietro Cavallari: «Ho fatturato 3 miliardi (in lire, ndr), guadagno in un mese quello che prima facevo in un anno». La gallina dalle uova d' oro era naturalmente l' emergenza rifiuti di Napoli (l' inchiesta si riferisce al 2003) e ai soldi pubblici stanziati per affrontarla. «E' all' interno di questo appalto che tutti i profitti vengono racchiusi» ha detto Napoleone in aula. Nel 2003 la discarica campana di Giffoni Valle Piana scoppia, ha bisogno di trasferire l' immondizia altrove. Il servizio se lo aggiudica una ditta di Bologna, la Sineco, che però, scrivono gli inquirenti nelle carte processuali, «non ha lo spazio nemmeno per parcheggiare un camion». E' qui che entra in gioco la «Lombarda» di Olgiate Olona: Accarino firma un contratto con la Sineco; Varese dovrebbe recuperare i rifiuti in realtà, sostiene l' accusa, li fa semplicemente sparire (risparmiando enormemente sui costi) e tutti lucrano: basti pensare che la Sineco riceve 335 lire per ogni chilo di rifiuti portati via dal Sud e 205 le gira ad Accarino. I rifiuti di Napoli arrivavano così a Olgiate dove i documenti di accompagnamento venivano cambiati e i carichi potevano avere due destinazioni: o un impianto di Cuneo dove erano fatti passare per «compost» oppure, questa volta come scarti industriali, facevano a ritroso il percorso di andata per finire interrati in una discarica di Grottaglie (Taranto), spesso dopo essere stati mescolati a vernici, idrocarburi e scarti chimici che la «Lombarda» faceva arrivare ad Olgiate. Il meccanismo era talmente collaudato che a volte i camion non arrivavano nemmeno nel Varesotto: i dipendenti di Olgiate andavano fino a Modena in auto con le carte e i timbri per falsificare i documenti. A quel punto gli autisti appena saliti da Napoli giravano il camion a ripartivano per Grottaglie. cdelfrate@corriere.it 0,17 *** euro al chilo: quanto pagava lo Stato a chi doveva smaltire i rifiuti *** 7 *** Gli anni di carcere chiesti dal pm per il «cervello» del traffico * * * Le tappe Campania 2003 Emergenza rifiuti1 *** La discarica di Giffoni Valle Piana (Salerno) non ha più spazio: i rifiuti devono partire per una nuova destinazione *** La prima fermata è a Bologna 2 *** La Sineco di Bologna si aggiudica per affidamento diretto lo smaltimento dei rifiuti di Giffoni: riceverà 0,17 euro al chilo *** Il «maquillage» di Olgiate Olona3 *** Ma la Sineco non può ricevere i rifiuti e stipula un accordo con la «Lombarda» di Olgiate che dovrà far sparire i rifiuti *** La spazzatura ritorna al Sud4 *** Cambiati i documenti la «Lombarda» spedisce i rifiuti a un impianto di Cuneo o in una discarica di Grottaglie (Taranto)

Del Frate Claudio

Pagina 13
(16 maggio 2008) - Corriere della Sera


Non ho paura delle parole dei violenti
ma del silenzio degli onesti


M.L. King

CASTELFRANCO DISOTTO (PISA): TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI, INDAGATE 5 PERSONE

I carabinieri del Noe di Firenze hanno perquisito gli uffici della "Waste Recycling", una ditta di Castelfranco di Sotto che fa capo al gruppo "Ecolevante", che opera nel settore del trattamento, stoccaggio e recupero di rifiuti pericolosi e sequestrato un capannone in cui erano state ammassate circa 170 tonnellate di rifiuti speciali. Cinque persone, tra cui gli amministratori della società e il direttore tecnico, risultano indagate.

Le accuse sono attività organizzata di traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata in danno della Regione Toscana. Secondo gli inquirenti, i denunciati traevano ingiusti profitti risparmiando sui costi di gestione e trattando categorie di rifiuti non autorizzate. In particolare, la società riceveva, stoccava e smaltiva in discarica ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani e pneumatici fuori uso con codici identificativi fittizi. Il tributo speciale che veniva pagato alla Regione Toscana per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, non previamente trattati con il procedimento di selezione meccanica, era della misura ridotta di 2,07 euro a tonnellata anziché di 10,33 euro. Nell'ultimo anno, nell'ambito delle sole discariche toscane, sono stati illecitamente smaltite circa 45.000 tonnellate di rifiuti, con conseguenti illeciti profitti stimati in circa 500.000 euro. Dal canto suo la "Waste Recycling" è certa di non essere responsabile di quando le viene contestato e per questo ritiene di poter chiarire ampiamente la propria posizione nelle sedi opportune. "Ci preme in evidenza - riporta una nota dell'azienda - che anche i rifiuti oggetto d'indagine sono stati tutti correttamente gestiti e smaltiti in impianti idonei e sicuri e quindi non è stato perpetrato nessun danno all'ambiente, ed ancor meno alla salute pubblica. In definitiva - prosegue la nota - si tratterà di dimostrare in sede di giudizio che le quantità inviate in discarica con codici tali da permettere il pagamento dell'ecotassa ridotta sono corrette e quindi siamo ragionevolmente fiduciosi di poter uscire positivamente da questa vicenda. Infine non possiamo fare a meno di notare - come risulta dagli atti - che buona parte dell'impianto accusatorio si basa sulla testimonianza di un ex dipendente, a suo tempo licenziato per giusta causa, che ha fornito alle autorità competenti indicazioni che non corrispondono a verità e che di conseguenza non troveranno riscontro

da televideo e stampa nazionale del 15 maggio 2008

venerdì 16 maggio 2008

Assemblee in piazza

Sabato 17, alle ore 19.30, piazza Milite Ignoto, San Marzano di San Giuseppe.

Domenica 18, stessa ora, in piazza Principe di Piemonte. a Grottaglie


Basta discariche. Contro l'apertura di un'altra discarica per rifiuti speciali in contrada la Torre Caprarica.

Proiezioni video
Tutto quello che non ci hanno mai detto; tutto quello che non si è mai visto.

CS - BASTA, BASTA, BASTA………………..

Non serve essere politicanti collusi o mercanti di inquinamento e monnezza. Per commettere dei crimini contro il territorio e contro l’ambiente, basta ignorare ciò che sta accadendo.

Basta far finta di non sapere che questa discarica è un attentato alla salute, che inquina smaltendo rifiuti industriali provenienti dal nord o comunque prodotti altrove. Basta rassegnarsi alla trasformazione di questa terra in un immensa pattumiera. Basta far finta di non capire perché la Ecolevante sia sempre inquisita.

Basta far finta di non comprendere il perché la Ecolevante sia stata messa sotto sequestro dalla Guardia di Finanza. Basta non ascoltare la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato le ragioni di quel sequestro.

Per trasformarsi in criminali basta poco. Basta far finta di non sapere che sono state falsificate le autorizzazioni per un’altra discarica, il così detto III lotto, sempre in contrada La Torre-Caprarica, proprio a ridosso di una condotta di acqua potabile, in mezzo a vigneti e masserie, tra uliveti e macchia mediterranea, a due passi da un santuario rupestre e dalla gravine.

Per trasformarsi in criminali, basta un niente. Basta far finta di non conoscere i legami tra mala politica locale e attività dei ricchi immondezzari. Un criminale non è criminale solo per il suo comportamento, ma anche per la sua capacità di restare impassibile di fronte a dei danni irreversibili.

Ora basta a tutto questo. Il Presidio Permanente No Discariche invita tutta la cittadinanza a mobilitarsi e a lottare contro nuovi ecomostri.

L’indifferenza è complicità. La partecipazione è l’unica forma di democrazia dal basso. Perché fermarli si può. Fermarli tocca a Noi.

giovedì 15 maggio 2008

Bagnardi e Santoro... senza pudore!

Dal Comunicato Stampa del Comune di oggi 15 maggio 2008:

«Nei giorni scorsi la Giunta Comunale, ha approvato il Progetto socio-riabilitativo riferito alle attività di ippoterapia-riabilitativa equestre che sarà realizzato presso la struttura della Società Cooperativa Agricola “Amici” nel secondo semestre del corrente anno.

La durata del progetto è prevista in 5 mesi e potranno essere ammessi 18 utenti per ognuno dei quali saranno riservate due sedute terapeutiche settimanali.

“Su questa linea politica” ha dichiarato il Sindaco Raffaele Bagnardi, “il compito dell’Amministrazione comunale è quello di valorizzare il concetto di salute sociale e di benessere diffuso, completando e superando la sanità della medicina del territorio e della medicina ospedaliera”.

Soddisfatto è l’Assessore alle Politiche della Solidarietà Luciano Santoro. “L’ippoterapia è uno degli strumenti di interazione uomo-animale che presenta importanti valenze emozionali, cognitive, formative, assistenziali e terapeutiche che l’Amministrazione comunale di Grottaglie vuole continuare a promuovere, organizzando un servizio presente già da diversi anni.

Grottaglie ha la fortuna di avere nel proprio territorio la Cooperativa “Amici”, una struttura che ospita l’ippoterapia di primissimo livello sia nel campo educativo che terapeutico. Questa iniziativa” conclude Santoro, “è un ulteriore salto di qualità nel campo della solidarietà attiva nei confronti dei diversamente abili”.

I modelli della domanda e copia della Delibera di Giunta Comunale sono pubblicati sul sito Internet del Comune. Chiarimenti e notizie possono essere richiesti all’Ufficio Servizi Sociali del Comune. La domanda deve essere presentata entro il 30 maggio all’Ufficio protocollo del Comune con relativa documentazione».

Abbiamo letto bene??? Il Sindaco parla di salute e benessere in questa città??? Luciano Santoro è soddisfatto??? Visto che come recita il comunciato stampa si possono richiedere chiarimenti e notizie… vorremmo dall’Ufficio Servizi Sociali del Comune delle risposte a queste domande:

- È vero che la struttura che ospita la Cooperativa Amici non risulta dai progetti e dalle autorizzazioni finora avute della nuova discarica della Ecolevante?

- È vero che la struttura che ospita la Cooperativa Amici è a poche centinaia di metri da una discarica che dovrebbe contenere 2.200.000 metri cubi di rifiuti speciali e, se continua l’emergenza leccese, anche rifiuti urbani non biostabilizzati?

- È vero che la proprietà della Cooperativa Amici, caso unico in Italia, ha inviato comunicazione a Comune, Provincia e Regione, con la quale si informa in maniera preventiva che la discarica (che ancora non è entrata neppure in esercizio!!!) non nuoce alla salute degli ospiti e non reca alcun disturbo?

- È vero che la legge vieta strutture come la Cooperativa Amici a distanze simili da una discarica?

- È vero che alcuni genitori hanno già ritirato i loro figli dalle terapie della Cooperativa Amici per timore di ripercussioni sulla loro salute per la vicinanza dalla discarica?

Dopo aver risposto a queste domande gradiremmo invitare il Sindaco Raffaele Bagnardi e l’Assessore Luciano Santoro a recarsi per 5 mesi, due volte a settimana, in prossimità delle discariche della Ecolevante per respirare le “salubri” esalazioni nauseabonde che vorrebbero riservare solo agli ospiti della Ippoterapia.

Bagnardi e Santoro… senza pudore!

dal blog Via Crispi

martedì 13 maggio 2008

Assembleaa!Assembleaa!

Stasera
martedì 13 maggio
ore 20.30
Assemblea al Presidio!
Non mancate!
O.d.G.
Organizzazione delle assemblee
del fine settimana.

Te lo do io lo sgombero: notizie dai No dal Molin di Vicenza

Good bye Mr Sorrentino: you go home

E’ finita come doveva finire: chi voleva sgomberare un luogo di democrazia come il Presidio Permanente, emanando un’ordinanza di demolizione, è stato sgomberato da Palazzo Trissino.

Il Presidio è un luogo di discussione e partecipazione, animato ogni settimana da centinaia di persone. Definirlo illegale è un insulto alla democrazia: non a caso questa definizione è stata data da chi ha rifiutato di ascoltare i cittadini per imporre la nuova installazione militare statunitense.

Noi ci ritroviamo ancora a Ponte Marchese, nei nostri tendoni, per parlare della nostra città, del nostro futuro, delle nostre prossime iniziative; Dalla Negra e Sorrentino, che avevano voluto l’ordinanza di sgombero, non saranno più assessori: sarà stata la democrazia che, sentendosi insultata, ha preferito lasciarli a casa?

lunedì 12 maggio 2008

Già duemila e più

Parte l'operazione-firma-anti-terzo-lotto. Ed ecco: più di mille - 1000 - firme in raccolte in un fine settimana a San Marzano di San Giuseppe; più di 1000 - mille - firme a Grottaglie. Più di duemila cittadini nuovamente a sostegno del Presidio Permanente, ancora una volta, contro il terzo lotto, contrari all'apertura di quest'altra discarica per rifiuti speciali.
Il tutto nel giro di poche ore: volantini; banchetto per firmare; striscioni a sventolare. Sullo sfondo, uno scenario di indagini e sequestri per la società Ecolevante, reduce di svariate vicende giudiziarie legate a traffico di rifiuti tossici. Ecolevante Spa, Società per azioni con due lotti di discarica già, in passato, sotto sequestro, poi dissequestrati, ma solo per sbaglio, soltanto per errore, come ha appena confermato la Corte di Cassazione. E infine il terzo lotto, già pronto, quasi del tutto autorizzato, ma solo grazie a carte false e a tecnici e politici (diciamo così) molto affettuosi con il titolare della società, Giuseppe Settanni.
E poi i cittadini. Firmano. Numerosi. E incazzati? Anche. Sì. Decisamente. La firma c'è. I commenti li omettiamo. Coloriti. Simpatici. A volte, anche affettuosi nei confronti di chi porta avanti da mesi questa lotta. Perciò, si va avanti, e ancora più forte. Il Presidio continua. Sabato, tutti in piazza Milite Ignoto, a San Marzano. Ore 19, assemblea e proiezioni. Domenica, stessa ora, in piazza a Grottaglie, piazza Principe di Piemonte.

sabato 10 maggio 2008

Giochi di fuoco sul vincolo idrogeologico

un saluto agli amici francesi dal presidio

giovedì 8 maggio 2008

dal corriere del giorno di giovedì 8 maggio, oggi.

giovedì 15 maggio alle ore 20:00

ASSEMBLEA AL PRESIDIO PERMANENTE

“NO DISCARICHE”

Si discuterà dell’esperienza di lotta dopo 8 mesi di presidio

e per elaborare un documento unitario

da presentare all’assemblea nazionale del

PATTO di MUTUO SOCCORSO

che si svolgerà a RIACE

il 24 e 25 maggio

mercoledì 7 maggio 2008

CS - Il Presidio dei cittadini vince. La discarica del malaffare e della malapolitica perde

La volevano aprire mesi fa. Invece, la nuova discarica è (e resterà) chiusa. E la Ecolevante Spa è ancora una volta sotto processo. Ecco la verità, che è stata sinora sommersa da una valanga di immondizia e bugie.

La Ecolevante ha inquinato, inquina e vorrebbe continuare a farlo per molti anni ancora, con rifiuti speciali importati dal nord o dal resto d'Europa.

La Ecolevante pensava di aver trovato qui il suo Eldorado. Ma ha trovato la gente. La gente che si ribella a questa logica del profitto sulla pelle di tutti. La gente comune che ora si oppone.

Si mobilita contro nuovi, irreversibili, danni al territorio.

Il presidio Permanente No Discariche va avanti. Con migliaia di persone di questa terra, in piazza, a manifestare, a far saltare le autorizzazioni date su carte false da Comune, Provincia e Regione.

Il signor Settanni, padrone della pluri-inquisita Ecolevante Spa, ricatti pure, dalle colonne dei quotidiani locali. Scalci. Strilli. Sbuffi. Sbraiti ancora, se vuole. Ma, ammesso e non concesso che riesca ad ottenere l'Aia (autorizzazione integrata ambientale), la Ecolevante non aprirà comunque questo nuovo ecomostro malgrado la sfacciata sponda politica.

Piuttosto il signor Settanni si prepari non a ricevere ma a dare un megarisarcimento per i danni inflitti a questa Comunità, a questa terra nella quale non saranno più permessi sciacallaggio e distruzione.

Con i propri sacrosanti diritti, costituendosi in giudizio contro la Ecolevante o manifestando o partecipando alla vita del Presidio, i cittadini chiedono giustizia. Pretendono giustizia.

In lotta dal 16 settembre del 2007, il Presidio Permanente No Discariche invita alla mobilitazione. Decidiamo oggi per il domani.

Sabato 17 maggio, ore 19.30, assemblea e proiezioni a San Marzano di San Giuseppe, piazza Milite Ignoto

Domenica 18 maggio, ore 19.30, assemblea e proiezioni a Grottaglie, piazza Principe di Piemonte

Partecipazione e mobilitazione.

Presidio Permanente NO Discariche

martedì 6 maggio 2008

"Monnezza", denaro e politica.

Le casse comunali sono in sofferenza. Pare che all’appello manchino circa 1,5 milioni di euro per i mancati introiti rinvenienti dall’Ecolevante. Così da qualche giorno – e chissà per quanto tempo - il Comune eviterà le spese superflue.

Ieri l’Ecolevante spa ha comunicato al Comune e alla Regione che riceverà al giorno soltanto tre camion di rifiuti solidi urbani provenienti dal leccese. Pare che il Salento non stia pagando il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ma c’è dell’altro.

Il governo nazionale, in caso di ulteriore ritardo, potrebbe sostituirsi alla Regione e concedere l’AIA, cioè l’ultima autorizzazione necessaria per l’entrata in esercizio del terzo lotto della discarica. D’altronde ciò sarebbe oltre che legittimo anche possibile, considerato che il Salento vanterà a breve due ministri: l’on. Raffaele Fitto (affari regionali) e l’on. Adriana Poli Bortone (politiche comunitarie).

Dietro a ciò ci sarebbe un preciso disegno politico alla luce delle prossime scadenze elettorali: provinciali (2009) e regionali (2010). È evidente che se il Salento dovesse entrare in emergenza rifiuti, la riconferma di Pellegrino alla guida della Provincia di Lecce sarebbe in salita. E per Vendola potrebbero esserci ulteriori problemi.

Qualora il governo dovesse sostituirsi alla Regione nel rilascio dell’AIA, pare che il Comune potrebbe non ricevere più le vitali “royalties”. Ed allora sarebbero dolori… naturalmente per i politici che vivono di politica.

Geppetto.

Gravissimo episodio di repressione a Chiaiano.

Questa notte due compagni del centro sociale Insurgencia, che insieme ai cittadini di Chiaiano e Marano si stanno opponendo all’apertura della mega discarica decisa dal sindaco Iervolino e dal Commissario Straordinario De Gennaro, sono stati arrestati mentre facevano le barricate per impedire l’ingresso dei mezzi che dovrebbero iniziare i lavori per l’allestimento della discarica.

L’accusa rivolta ai compagni è di furto e resistenza a pubblico ufficiale. Il presunto furto riguarderebbe un auto che i compagni stavano collocando al centro della strada con il consenso del proprietario.

Il proprietario dell’auto che si è immediatamente recato in caserma insieme al sindaco di Marano per smentire il furto è stato minacciato dai carabinieri di accusa di favoreggiamento (al furto della propria auto?!) se non avesse proceduto alla conferma della denuncia.

Il processo per direttissima ai due compagni si tiene stamattina ed un presidio è in corso davanti al palazzo di giustizia.

In sostanza si imbastisce l’ennesima accusa/farsa per colpire i compagni più attivi. In questa operazione, come sempre, si distinguono i mass media che, come accaduto nelle precedenti mobilitazione di Pianura, trattano i nostri compagni e chi lotta come teppisti e infiltrati della camorra.

Questo gravissimo episodio è il chiaro segnale che De Gennaro e soci vogliono risolvere il problema dei rifiuti in termini di ordine pubblico. Ancora una volta, di fronte alle resistenze dei cittadini ad accettare passivamente la devastazione dei territori, le istituzioni rispondono con la criminalizzazione della lotta, la repressione e con l’innalzamento dello scontro.

Come Rete Campana Salute e Ambiente e come compagni di Napoli esprimiano solidarietà ai compagni arrestati e ne chiediamo l’immediato rilascio. Alla loro arroganza, alla repressione rispondiamo con la lotta!

Fuori i compagni Pietro e Diego subito!
Fonte: e-mail inviata dal Presidio di Chiaiano.

Dal Presidio di Chiaiano (Napoli).

Lunedì 5 maggio 2008.

Napoli resiste ancora!
Barricate a Chiaiano contro la mega discarica.
Sono passati tre giorni dall’inizio della rivolta nel quartiere di Chiaiano nella periferia nord di Napoli, dove il Commissaro straordinario De Gennaro con il pieno accordo del sindaco Iervolino e di Berlusconi, e forte di un decreto dell’ex premier Prodi firmato il giorno prima del passaggio di consegne con il nuovo governo, vorrebbe costruire una mega discarica da 700 mila tonnellate di rifiuti.

La zona di Chiaiano e’ l’unica zona dell’area metropolitana dove sopravvive un economica agricola legata alla produzione di agricoltura biologica e di prodotti d.o.p. come la ciliegia.
Gurda le foto delle cave:
(foto1) https://www.globalproject.info:51006/IMG/jpg/cava1.jpg
(foto2) https://www.globalproject.info:51006/IMG/jpg/cava2.jpg

Proprio in una delle cave che costeggiano il Parco delle Colline Metropolitane, unico polmone verde della citta’, il commissariato vuole installare l’ennesima mega discarica, continuando nella logica di tappare le emergenza rifiuti consoluzioni tampone e pericolose per la salute e per l’ambiente.

Nonostante il parere di esperti geologi come il Professor Franco Ortolani dell’Universita’ Federico II di Napoli abbiano spiegato come con la costruzione della discarica simettono a rischio le falde acquifere della zona ospedaliera della città, De Gennaro ha ottenuto una proroga al suo mandato fino al 26 maggio per costruire l’ennesimo immondezzaio della Campania.

Dopo la manifestazione del 29 aprile con migliaia di persone scese in piazza a Chiaiano per dire no alla mega discarica, il Comitato in difesa delle Cave di Chiaiano ha lanciato l’appello alla mobilitazione permanente.

Da Sabato 3 maggio si sono erette barricate nel quartiere.

Decine di blocchi a Marianella, Mugnano, Marano, in localita’ Poggio Vallesana, fino ai due presidi permanenti installati dalla comunita’ in lotta alla Rotonda della Rosa dei Venti al confine con il Comune di Marano, ed in Cupa dei Cani in prossimita’ dell’accesso alla discarica.

In tutta la zona nord della citta’ e nella cinta metropolitana la cicolazione e’ completamente paralizzata dai blocchi.

L’assemblea permanente che si svolge tutti i giorni alle 18, prende le decisioni su come proseguire la lotta adoltranza in attesa dei camion scortati dalla polizia chevorrebbero dare l’avvio dei lavori. Giovanni Pagano, Comitato in difesa delle cave di Chiaiano, ascolta:
https://www.globalproject.info:51006/IMG/wav/REC006.wav
Intanto anche gli amministratori locali i sono uniti alla mobilitazione delle propie comunita’.

Il Comune di Marano, il Comune di Mugnano e la VIII Municipalita’ del Comune di Napoli si sono riuniti in consiglio permanente all’interno delle cave per opporsi alla decisione scellerata del commissario. Walter Passeggio, Consigliere Indipendente VIIIMunicipalita’, ascolta:
https://www.globalproject.info:51006/IMG/wav/REC005.wav.

Domani alle ore 18 presso il presidio permanente si terra’ la riunione della Rete Campana Salute e Ambiente a cui prenderanno parte anche i comitati delle altre Municipalita’ di Napoli e della Provincia, per decidere le prossime iniziative unitarie contro il piano rifiuti.

Guarda le foto dei blocchi:
http://email10.leonardo.it/webmail/wm_5/redir.php?http://www.globalproject.info/gal-15899.html
Fonte: e-mail inviata dal Presidio di Chiaiano.

domenica 4 maggio 2008

questa sera alle ore 20.00 assemblea
al Presidio Permanente

NO DISCARICHE


Si prega di partecipare per decidere le iniziative future.

Il rispetto della vita!

Tratto dalla Gazzetta del mezzogiorno del 3/4/08

Disse Napoleone a Murat: “In ogni zaino di soldato si nasconde un bastone da maresciallo”. Per verificare la circostanza, furono ispezionati tutti gli zaini ed in uno fu trovata una mazza.

Finalmente si sono decisi a denunciare, se ne sentiva la mancanza, non l’hanno mai fatto. Riusciranno così a dimostrare che lo Studio d’impatto ambientale, presentato negli anni per i vari lotti sia stato una foto conforme dei luoghi e degli insediamenti esistenti e che gli assensi siano stati emessi dopo ampia ricognizione sul posto? Sapranno le istituzioni interessate in grado di giustificare il loro operato?

Però il concetto di democrazia di Ecolevante e del suo generale è strano, si ferma alla prima parte; tutti i permessi e le carte sono in regola.

La seconda parte non esiste. Le centinaia di persone, attività e testimonianze archeologiche non esistono. Essendo i primi due lotti situati sulla Via Appia antica devono aver pensato come il piccolo uomo ma grande dirigente: “E’ vecchia, no passa cchiù nisciunu”.

sabato 3 maggio 2008

facciamoci la festa

questa sera festa al presidio permanente

"FACCIAMOCI LA FESTA"

ORE 21.30

SIETE TUTTI INVITATI - PASSA PAROLA