Giro di incontri a Napoli. Il premier incontra il cardinale Sepe In arrivo un decreto sull'uso dell'Esercito. A guardia degli impianti il Genio militare
Berlusconi ce la fa
NAPOLI Ora c'è anche la benedizione della Chiesa. La battaglia diplomatica sull'immondizia segna un ulteriore punto a favore del premier Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso. Tanto che il presidente del Consiglio, ieri pomeriggio a Napoli, dopo aver incontrato il Cardinale Crescenzio Sepe, i vertici giudiziari ed imprenditoriali, ha potuto dire con un sorriso: «Tutte le istituzioni stanno collaborando, a loro va il mio ringraziamento».
Poi l'annuncio: le discariche sono indispensabili, ne serviranno forse delle altre, per intanto aprono quelle irpine e sannite, la settimana prossima si decide sul contestatissimo sito di Chiaiano. E sempre la settimana prossima a guardia degli impianti e a lavorare per la preparazione dei siti arrivano i soldati del Genio militare.
Proprio per l'uso dei militari, Berlusconi annuncia sempre da Napoli un nuovo decreto legge di sette articoli, principalmente incentrati sull'utilizzo dell'Esercito. Tra l'altro, si prevederà che i militari nel capoluogo partenopeo agiscano «con le funzioni di agenti di pubblica sicurezza».
Ma il provvedimento, che sarà adottato domani, potrebbe contenere anche qualche sorpresa relativa alle gare di appalto per completare il termovalorizzatore di Acerra e costruire quello di Napoli. Lo ha lasciato intendere lo stesso Silvio Berlusconi nella conferenza stampa con cui ha concluso la sua giornata partenopea. «Stiamo combattendo contro tutto, anche contro le regole e i tempi dello Stato, che per quanto riguarda gli appalti sono angoscianti», ha detto il premier, aggiungendo: «In una situazione come questa credo si debba superare la trafila e andare incontro all'interesse dei cittadini».
In mattinata, Silvio Berlusconi aveva già incassato il placet del Cardinale Crescenzio Sepe. Al termine di un incontro a porte chiuse, l'arcivescovo di Napoli, da sempre scettico sull'apertura di una discarica nelle cave di Chiaiano, si è invece affidato ai tecnici e ha detto: «Su Chiaiano lasciamo parare gli esperti, ci sono i tecnici al lavoro».
E quel che i tecnici diranno ormai non è un segreto per nessuno. Il suolo delle cave di Chiaiano è idoneo anche se occorrono lavori di messa in sicurezza dei costoni per evitare frane, soprattutto se dovessero essere sversate tutte le settecentomila tonnellate previste dal decreto Berlusconi.
Ed è su questo punto che potrebbe profilarsi un'apertura del Governo ai cittadini che si oppongono al contestatissimo sito di Chiaiano. Da un lato la discarica deve essere aperta, anche perché lo Stato si gioca la faccia sulla vertenza Napoli. Dall'altro, potrebbe non essere necessario utilizzarla fino al massimo della capienza. L'accordo potrebbe essere raggiunto su un quantitativo di 200-300mila tonnellate di immondizia, così da non appesantire le pareti della cava.
Tanto più che una novità arriva ad alleggerire la situazione dei rifiuti in Campania: apre oggi la discarica di Savignano, in Irpinia, e la settimana prossima sarà la volta anche di quella si Sant'Arcangelo Trimonte, nel Beneventano. Questo consentirà di riprendere la raccolta dell'immondizia anche nel capoluogo campano, dove da tre giorni i sacchetti hanno invaso nuovamente le strade.
Sono oltre tremila le tonnellate di immondizia sui marciapiedi della città, ormai anche nel Centro storico e sul lungomare. E l'immagine devastata di Napoli preoccupa il presidente del Consiglio, che al pranzo con i vertici dell'imprenditoria campana ha annunciato misure per il rilancio del turismo e una campagna a tappetto per la raccolta differenziata: «Con Bertolaso pensiamo di far venire a Napoli volontari da tutta Italia per rilanciare la raccolta dei rifiuti porta a porta», ha detto Berlusconi.
Un'idea, quella di mettere in campo i giovani, che deve essere piaciuta al Cardinal Sepe. Che ha salutato il premier con una battuta in napoletano: «'A Maronna t'accompagna». E gli ha regalato il suo ultimo libro, dal titolo beneaugurante: «Non rubate la speranza
Roberto Paolo - Il Tempo