lunedì 30 giugno 2008

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE RIFIUTI ZERO A ROMA IL 20 LUGLIO.

TUTTI A ROMA, PRESSO LA SEDE NAZIONALE DEL WWF, PER FARE IL PUNTO E PER PREPARARCI PER SETTEMBRE.



Anche se l’ordine del giorno è in via di definizione sono molte le questioni sul tavolo della Rete Nazionale Rifiuti Zero che saranno affrontate nel corso dell’incontro previsto per domenica 20 luglio a Roma in via Po 25. Intanto un grazie a Raniero Maggini presidente laziale del WWF e a Giovanni Iudicone responsabile energia e rifiuti che hanno consentito offerto la disponibilità della prestigiosa sede nazionale del WWF. Per tornare ai contenuti, sicuramente vi saranno aggiornamenti sulla situazione di Napoli ma anche sulla situazione laziale dopo il recente blitz del presidente Marrazzo che sta esercitando un pressing per far partire e realizzare i gassificatori di Malagrotta e di Albano e per raddoppiare gli inceneritori di Colleferro e di Frosinone. Inoltre non mancherà il punto sullo stato della CAMPAGNA PER L’AUTORIDUZIONE DELLA TARIFFA (o della TARSU) IN PIENO SVOLGIMENTO attraverso le lettere da inviare ai SINDACI INADEMPIENTI ( vedi www.ambientefuturo.org ). Naturalmente vi saranno “freschi” aggiornamenti sullo stato dell’arte delle alternative all’incenerimento e sugli scenari aperti con il recente voto al Parlamento europeo che ha approvato la nuova normativa di gestione dei rifiuti.

SI INVITANO TUTTE LE REALTA’ A FARE IL POSSIBILE PER INVIARE DELEGAZIONI.

P.S.
SONDAGGIO
VOTA AL SONDAGGIO RAI CONTRO GLI OGM


ANDARE SUL SITO: www.tg1.rai.it


e aprire la pagina sondaggio.


Fate girare e votate votate votate


Partecipa al sondaggio: vota qui


Sei favorevole alla liberalizzazione degli OGM?


http://www.tg1.rai.it/SITOTG/TG1_popup_sondaggio/1,,1067036,00.html



Inondiamoli di NO
Facciamo girare ai nostri amici

_______________________________________________
Rifiutizerocampania mailing list
Rifiutizerocampania@inventati.org
https://www.autistici.org/mailman/listinfo/rifiutizerocampania

Di piattaforma in piattaforma (I puntata)

17 maggio 2005. Conferenza dei servizi. Si discute di una piattaforma. Selezione e compostaggio di rifiuti. Azienda richiedente: Ecolevante Spa. La stessa che gestisce la discarica in contrada La Torre-Caprarica. La conferenza dei servizi si conclude con una schiacciante vittoria dei pareri favorevoli. Tutti sì, un solo no, dalla Regione, veicolato a mezzo fax e, perciò, formalmente atipico, forse inefficace.

Settanni, comandante in capo della plurinquisita Ecolevante Spa, dice: La piattaforma è obbligatoria, è un supporto logistico per il futuro terzo lotto. Queste sue dichiarazioni sono rintracciabili nelle cronache dell'epoca.

Oggi, fine giugno 2008, la Ecolevante pare vicina al suo traguardo: l'apertura del terzo lotto. Autorizzazione Integrata Ambientale concessa come le altre autorizzazioni, malgrado vizi ed omissioni della documentazione preparatoria.

Malgrado un acquedotto, malgrado una distruzione ormai accertata di reperti archeologici dell'antica Via Appia, malgrado vicinanza eccessiva con masserie e altri insediamenti produttivi, malgrado qui non ci sia bisogno di altre discariche per rifiuti industriali, visto il numero e le dimensioni delle discariche simili già esistenti.

E quella piattaforma? Ora come allora, è rimasta obbligatoria per legge? Negli uffici degli Enti, i soliti, Comune, Provincia, Regione, Asl, Ato, ecc. ecc., di quella conferenza dei servizi sembra essere rimasto un ricordo vago. Ridiscutere è uguale a riaprire l'iter autiorizzativo per il terzo Lotto.
Per questo non se ne parla?

No: di piattaforma se ne parla. Ma non di quella a marchio Ecolevante. Di un'altra, il cui progetto è spinto e voluto dalla ditta Universal Service snc, di Pasquale Lonoce, titolare della Ecologica Servizi, imprenditore è arcinoto ai suoi concittadini, cresciuto a dismisura all'ombra della Ecolevante grazie all'estrazione del percolato e ad altri servigi resi.

Fermiamoci un attimo. Tiriamo il fiato perché adesso è utile capire quali siano le reali intenzioni del Comune di San Marzano, che ha concesso l'autorizzazione a questa struttura. La posizione anti-discarica di questa coalizione ora appare un mero slogan pre-elettorale, non tanto per raccogliere voti ma per evitare fastidi con la popolazione attenta al presidio. Dopo le elezioni, sottotraccia sembra attiva su più campi un'opera di demolizione della lotta popolare. Per l'autorizzazione alla piattaforma di Lonoce, già nella documentazione preparatoria, si prevede l'accoglimento di rifiuti pericolosi o di altri alla combustione. Quindi, inceneritore all'orizzonte, così come nei piani dell'amministrazione provinciale. Un inceneritore a completare il quadro già disastroso di questa terra.

Se questa piattaforma fosse solo il terminale della raccolta differenziata, si partirebbe con la raccolta porta a porta. E questo non conviene visto che per l'inceneritore è necessaria una scorta perenne di rifiuti cosiddetti tal-quale. Una scorta che a San Marzano c'è, visto che per la raccolta differenziata si è allo zero per cento. Il capannone per questa struttura è abusivo per 2000 metri quadri. Lo ammette la stessa amministrazione comunale, che invia i vigili urbani per un sopralluogo e però dimentica di specificare tempi e modi della stessa demolizione.

(continua...)

venerdì 27 giugno 2008

Diario

Da Libera Informazione, osservatorio contro le mafie

"Il traffico illegale che porta i rifiuti da una parte all’altra della penisola vede la Puglia come destinataria privilegiata. La discarica di Grottaglie, ad esempio, è fra le destinazioni più volte citate nell’inchiesta denominata “Eldorado” della procura di Milano, conclusa nel marzo 2006".



"La Puglia, e l’area tarantina in particolare, risulta quindi al centro di traffici dai contorni poco chiari e appare come collettore dei rifiuti di mezza Italia: un fatto quasi paradossale, visto che per quanto riguarda la produzione di rifiuti locali non si registra più alcuna emergenza, chiusa ufficialmente nel 2006"

Due passaggi di un articolo per raccontare qualcosina su ciò che accade durante i volantinaggi del presidio. Avantieri, mercoledì sera, al santuario rupestre della Madonne delle Grazie, tre tipi hanno avvicinato un presidiante per dirgli: "Non vi avvicinate nemmeno alla piattaforma sennò sapete che vi succede, no?".
No. Che ci succede?


Ieri sera, invece, a Grottaglie, volantinaggio selvaggio e divertente. La gente ha risposto alla grande. Ma poi, in ogni insalata c'è sempre un verme. Un ragazzino, probabilmente di Forza Nuova (o Azione Giovani o come si chiama), cellulare alla mano, ha chiamato la Polizia: "Intervenite subito. Questi stanno bloccando il traffico". E la polizia? E' intervenuta. E non essendoci alcun tipo di reato da contestare, i due agenti si sono limitati a dire: niente megafono, niente striscioni. Sì, volantinaggio sì, anche perché c'è tanto di autorizzazione, ma fate tutto in silenzio. Vabbene, no? Ti inquinano, ti minacciano, ti rubano il diritto al dissenso, e al massimo puoi parlare sottovoce. Di altre minacce, a San marzano se ne parla tanto. Troppo. Ma sempre allo stesso modo: in silenzio: citto citto di mienz'alla chiazza. Come lo Stato comanda...

mercoledì 25 giugno 2008

CS - La Piattaforma non passerà

Addirittura, potranno arrivare anche a minacce di stampo mafioso?
Sia come sia, non riusciranno a fermare la nostra lotta.
Siamo contro nuove discariche siamo contro gli inceneritori.

Perciò ci opponiamo pure alla piattaforma, un capannone abusivo per i rifiuti
di ogni tipo che l’amministrazione comunale di San. Marzano Di San. Giuseppe
sta autorizzando come di consueto senza informare a dovere la cittadinanza.

Sempre sotto silenzio.

Chiediamo perciò un ripristino della democrazia in questa terra in cui dietro
la così detta imprenditoria sempre più spesso si nasconde il commercio di
immondizia e la svendita della nostra salute, del nostro ambiente, della nostra
terra, dei nostri diritti.

Le intimidazioni, da qualunque parte provengano, non riusciranno a fermare la
partecipazione popolare.

Costruiamo solidarietà, ribellione, libertà

BLOCCHIAMOLI …. SE NON ORA QUANDO, SE NON TU CHI

lunedì 23 giugno 2008

Assemblea importante

martedi 24 giugno ore 20.30

ASSEMBLEA AL PRESIDIO PERMANENTE

notizie importanti

passate parola

domenica 22 giugno 2008

Questa sera h 20:45
Italia-Spagna...

al Presidio permanente no discariche!!!!

Il gioco delle tre carte

Rifiuti: la Puglia al centro di traffici dai contorni poco chiari.

Il traffico illegale che porta i rifiuti da una parte all’altra della penisola vede la Puglia come destinataria privilegiata. La discarica di Grottaglie, ad esempio, è fra le destinazioni più volte citate nell’inchiesta denominata “Eldorado” della procura di Milano, conclusa nel marzo 2006. Le indagini hanno evidenziato che della Campania alcuni carichi di rifiuti venivano portati vicino a Ravenna da un’azienda locale per essere lì smaltiti: in realtà ripartivano per la Puglia, e finivano nella discarica di Grottaglie, gestita dalla Ecolevante. Nel frattempo venivano falsificate le bolle, e il carico veniva rubricato come “rifiuti speciali non pericolosi”, gli unici, cioè, che Grottaglie poteva accettare, essendo la Puglia all’epoca (2003) in situazione di emergenza-rifiuti.

È lecito dubitare sulla vera natura di questi scarti: può essersi trattato di rifiuti urbani ordinari camuffati da rifiuti speciali (con una spolverata di calce che simulava la provenienza da un cantiere, ad esempio), ma non si può escludere anche la presenza scarti industriali nocivi, vista la disinvoltura degli imprenditori condannati nel processo “Eldorado”, riconosciuta anche nella relazione finale approvata dalla Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, la cosiddetta “Ecomafie” (15 febbraio 2006).

A carico della Ecolevante non è emerso nessun illecito: in ogni caso è un fatto riconosciuto dalla legge che nelle discariche di Grottaglie e di Fragagnano, quest’ultima amministrata dalla società Vergine, sono state illecitamente smaltite grandi quantità di rifiuti.

La Puglia, e l’area tarantina in particolare, risulta quindi al centro di traffici dai contorni poco chiari e appare come collettore dei rifiuti di mezza Italia: un fatto quasi paradossale, visto che per quanto riguarda la produzione di rifiuti locali non si registra più alcuna emergenza, chiusa ufficialmente nel 2006. La già citata ditta Vergine dichiara ad esempio che il 90% dei rifiuti che tratta è di provenienza extraregionale.

3 - continua

di Elena Mazzocchi

Fonte: Liberainformaziione.org

sabato 21 giugno 2008

21 giugno - l'altra liberazione

Proverbio del giorno

Le formiche dissero: mettiamoci insieme e riusciremo a trasportare un elefante.

Il vento di questa nuova estate soffia forte da Vicenza. No all'ampliamento della base Usa. E vai! Grandissimi.
Oggi, la felicità dei No dal Molin è la nostra felicità. Impariamo da loro, dalla loro lotta, dal loro orgoglio, dalla loro tenacia.
Costruiamo solidarietà, ribellione, libertà.

venerdì 20 giugno 2008

Anche se...

In nome del popolo sovrano

SENTENZA TAR: STOP DAL MOLIN

Il TAR del Veneto si esprime sulla nuova base Usa di Vicenza: il progetto non è in regola, i lavori non possono iniziare. I veri illegali sono stati smascherati: sono coloro che vorrebbero imporre la nuova base Usa alla città.

Un bando di gara illegittimo; il consenso del Governo definito 'extra ordinem'; «gravi dubbi sulla Vinca», la valutazione di incidenza ambientale; la mancata espressione popolare, quindi l’assenza di democrazia: le motivazioni con le quali il Tar si è espresso sulla vicenda Dal Molin , accogliendo il ricorso di Codacons e Coordinamento Comitati e inibendo il territorio alle ruspe a stelle e strisce, smascherano gli illegali. Sono coloro che vorrebbero cementificare la città del Palladio per realizzare un nuovo avamposto di guerra.

La sentenza dimostra quanto fondate sono le tesi dei cittadini che da due anni si oppongono alla realizzazione dei progetti statunitensi; il Tar, infatti, riconosce i pericoli ambientali e urbanistici legati alla realizzazione dell’opera. Chi ha tentato di prendere in giro la cittadinanza, ora, è stato smascherato.

Vigileremo sull’osservanza di questa sentenza per difendere la legalità che più volte hanno tentato di calpestare i promotori dell’opera: chi vorrebbe imporre la realizzazione della nuova base Usa ha già dimostrato il proprio disprezzo per la democrazia e i beni comuni. Ma la determinazione di tante donne e uomini di Vicenza ha portato a questo primo, importante, risultato. Noi manteniamo gli appuntamenti che già avevamo fissato: la giornata di banchetti del 21 giugno, la presenza in P.za dei Signori il 26 giugno (in contemporanea al dibattito del Consiglio comunale sul tema) e la mobilitazione del 30 giugno.

fonte: http://www.nodalmolin.it/index.html

giovedì 19 giugno 2008

CS - Piattaforma abusiva

Piattaforma? No, se quella piattaforma per inertizzazione e compattamento dei rifiuti - che l'Amministrazione Comunale di San Marzano di San Giuseppe si accinge ad autorizzare - si rivelerà un'azienda dell'indotto discariche Ecolevante e Vergine.

- Sino a prova contraria, ci sembra una contraddizione dire di voler opporsi all'apertura del Terzo Lotto e poi autorizzare una struttura che, oltre ad essere abusiva, potrebbe fungere da sostegno del terzo lotto e non solo.

- Sino a prova contraria, ci sembra ridicolo parlare di una struttura che viene fatta passare come elemento terminale di raccolta differenziata in un Comune in cui la stessa raccolta differenziata è pari allo zero e non si è ancora provveduto a mettere a punto un piano che parta dalla raccolta porta a porta.

- Sino a prova contraria, ci sembra incoerente che, per questa operazione piattaforma, ci sia la presenza di un imprenditore della zona che sinora ha lucrato con i primi due lotti di discarica ed aumenterebbe il suo volume d'affari in caso di apertura di nuove strutture simili.

Certi che nessuno voglia offendere la nostra intelligenza, ribadiamo il nostro no alla svendita di questo territorio agli speculatori dei rifiuti.

Sabato 21 giugno la Marcia Acerra Napoli de "I 1000 del Si"

Il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania e la Rete Campana Salute e Ambiente promuovono per sabato 21 giugno 2008 la Marcia Acerra Napoli de “I 1000 del Sì”.

L’iniziativa intende evidenziare le proposte per fuoriuscire dall’emergenza ambientale campana avanzate dalle associazioni, dai comitati e dalle reti ambientaliste regionali, che da anni si battono per un nuovo modello di gestione dei rifiuti: proposte concrete ed immediatamente praticabili, sistematicamente ignorate da quelle istituzioni che continuano a dipingerci come un’opposizione puramente localistica e priva di alternative per la risoluzione del problema. Contro questa propaganda di regime, la Marcia vuole dimostrare che per ogni NO che opponiamo a scelte sbagliate, come megadiscariche ed inceneritori, esistono tanti SÌ a provvedimenti efficaci e ragionevoli per togliere l’immondizia dalle strade senza danneggiare ulteriormente il territorio regionale e così uscire definitivamente dall’emergenza. Un SÌ all’adozione di ordinanze per la riduzione immediata di imballaggi e monouso superflui; un SÌ all’avvio della raccolta differenziata porta a porta a partire dalla separazione tra rifiuto secco e rifiuto umido; un SÌ alla realizzazione degli impianti di Compostaggio; un SÌ alla riconversione degli impianti per CDR in strutture per il Trattamento Meccanico-Biologico; un SÌ alla bonifica dei territori devastati dai Rifiuti Tossici.

Proprio la concretezza di queste proposte ci permette di denunciare le responsabilità del vero partito del NO: quello composto dalle compagini politiche nazionali e locali, legate ai potentati economico-finanziari ed alle ecomafie, che in questi anni si sono opposte alla realizzazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti. Sono questi poteri che hanno invece detto SÌ all’ingresso in Campania di sostanze tossiche e nocive, alla realizzazione di megasversatoi in siti inadeguati sotto ogni profilo, alla violazione delle norme ordinarie in materia di pianificazione urbanistica, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, salute pubblica.

Il vero partito del NO è quello che, avendo da oltre 15 anni responsabilità e poteri di governo ad ogni livello, ha condotto la nostra regione sull’orlo di un collasso ambientale, sanitario, economico senza pari, sperperando ingenti risorse pubbliche e calpestando i diritti democratici dei cittadini campani. Sono loro gli estremisti che ci portano fuori dall’Europa, loro il nemico da sconfiggere.

I cittadini riuniti in comitati e associazioni, hanno studiato i problemi e sono arrivati dunque a comprendere sia le contraddizioni che mantengono la nostra regione in questo stato di vergognoso degrado, sia le soluzioni reali per uscire dall'emergenza e portare avanti in Campania politiche concrete rispettose degli interessi di tutte le comunità.



Coordinamento regionale Rifiuti della Campania

Rete Campana Salute e Ambiente

Per informazioni:

http://www.rifiuticampania.org/contatti@rifiuticampania.org – 3346224313

http://www.rifiutizerocampania.org/ - retecampanasaluteambiente@noglobal.org – 3887460974

martedì 17 giugno 2008

Importante, importante

mercoledi 18 giugno alle 20.30

ASSEMBLEA IMPORTANTE

AL PRESIDIO PERMANENTE


la presenza è necessaria passate parola

«Via i tir della monnezza da Accadia»

Manifestazione di protesta dei cittadini del paese dauno che stanno bloccando una cinquantina di mezzi carichi di rifiuti di Napoli e destinati alla discarica di Savignano Irpino

FOGGIA - Manifestazione di protesta dei cittadini di Accadia che stanno bloccando una cinquantina di mezzi carichi di rifiuti provenienti da Napoli e destinati alla discarica di Savignano Irpino. I cittadini del piccolo centro foggiano stanno protestando perchè non vogliono che i camion con i rifiuti transitino sul loro territorio. Sul posto sono giunte anche diverse pattuglie di forze dell’ordine che stanno avendo qualche difficoltà a contenere la protesta e soprattutto a far proseguire il viaggio ai camion contenenti i rifiuti.

A cercare di risolvere la vicenda e a tentare di sedare gli animi anche il sindaco di Accadia Pasquale Murgante che sta iniziando una trattativa con i suoi cittadini. I cittadini lamentano anche il fatto che i camion che transitano in provincia di Foggia perdono percolato e quindi inquinano il territorio provinciale.

Oggi pomeriggio il prefetto di Foggia e di Avellino dovrebbero avere un incontro ad Accadia con il primo cittadino per trovare soluzioni.
da: La Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 12 giugno 2008

Incontro con i rappresentanti del presidio di Chiaiano

Venerdì 13 febbraio 2004: l’Amministrazione Comunale grottagliese autorizza un’altra enorme discarica, in contrada La Torre Caprarica.

Venerdì 13 giugno 2008, ore 21, in piazza Principe di Piemonte, nel centro proprio di Grottaglie, incontro con i rappresentanti del presidio di Chiaiano (Campania).

Distruzione ambientale. Svendita dei territori. Attacchi alla salute pubblica. Sospensione della democrazia. Manipolazione dell’informazione. Collusioni. Militarizzazione dei siti destinati ad accogliere rifiuti. Criminalità organizzata.

E’ questo il presente della Campania. E’ questo il futuro per la Puglia?

Questo è il nostro Sud?

Vedi Napoli e poi… la provincia di Taranto
Medico milanese fa perdere le sue tracce camuffandosi da rifiuto tossico.

Daniele Luttazzi - Il Manifesto

Sorrentino dell'Asl di Taranto: "Felicissimi di ospitarlo da noi, in una villa assai speciale in contrada La Torre-Caprarica".

Santi in paradiso e diavoli con la tonaca

Giro di incontri a Napoli. Il premier incontra il cardinale Sepe In arrivo un decreto sull'uso dell'Esercito. A guardia degli impianti il Genio militare
Berlusconi ce la fa


NAPOLI Ora c'è anche la benedizione della Chiesa. La battaglia diplomatica sull'immondizia segna un ulteriore punto a favore del premier Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso. Tanto che il presidente del Consiglio, ieri pomeriggio a Napoli, dopo aver incontrato il Cardinale Crescenzio Sepe, i vertici giudiziari ed imprenditoriali, ha potuto dire con un sorriso: «Tutte le istituzioni stanno collaborando, a loro va il mio ringraziamento».
Poi l'annuncio: le discariche sono indispensabili, ne serviranno forse delle altre, per intanto aprono quelle irpine e sannite, la settimana prossima si decide sul contestatissimo sito di Chiaiano. E sempre la settimana prossima a guardia degli impianti e a lavorare per la preparazione dei siti arrivano i soldati del Genio militare.
Proprio per l'uso dei militari, Berlusconi annuncia sempre da Napoli un nuovo decreto legge di sette articoli, principalmente incentrati sull'utilizzo dell'Esercito. Tra l'altro, si prevederà che i militari nel capoluogo partenopeo agiscano «con le funzioni di agenti di pubblica sicurezza».
Ma il provvedimento, che sarà adottato domani, potrebbe contenere anche qualche sorpresa relativa alle gare di appalto per completare il termovalorizzatore di Acerra e costruire quello di Napoli. Lo ha lasciato intendere lo stesso Silvio Berlusconi nella conferenza stampa con cui ha concluso la sua giornata partenopea. «Stiamo combattendo contro tutto, anche contro le regole e i tempi dello Stato, che per quanto riguarda gli appalti sono angoscianti», ha detto il premier, aggiungendo: «In una situazione come questa credo si debba superare la trafila e andare incontro all'interesse dei cittadini».
In mattinata, Silvio Berlusconi aveva già incassato il placet del Cardinale Crescenzio Sepe. Al termine di un incontro a porte chiuse, l'arcivescovo di Napoli, da sempre scettico sull'apertura di una discarica nelle cave di Chiaiano, si è invece affidato ai tecnici e ha detto: «Su Chiaiano lasciamo parare gli esperti, ci sono i tecnici al lavoro».
E quel che i tecnici diranno ormai non è un segreto per nessuno. Il suolo delle cave di Chiaiano è idoneo anche se occorrono lavori di messa in sicurezza dei costoni per evitare frane, soprattutto se dovessero essere sversate tutte le settecentomila tonnellate previste dal decreto Berlusconi.
Ed è su questo punto che potrebbe profilarsi un'apertura del Governo ai cittadini che si oppongono al contestatissimo sito di Chiaiano. Da un lato la discarica deve essere aperta, anche perché lo Stato si gioca la faccia sulla vertenza Napoli. Dall'altro, potrebbe non essere necessario utilizzarla fino al massimo della capienza. L'accordo potrebbe essere raggiunto su un quantitativo di 200-300mila tonnellate di immondizia, così da non appesantire le pareti della cava.
Tanto più che una novità arriva ad alleggerire la situazione dei rifiuti in Campania: apre oggi la discarica di Savignano, in Irpinia, e la settimana prossima sarà la volta anche di quella si Sant'Arcangelo Trimonte, nel Beneventano. Questo consentirà di riprendere la raccolta dell'immondizia anche nel capoluogo campano, dove da tre giorni i sacchetti hanno invaso nuovamente le strade.
Sono oltre tremila le tonnellate di immondizia sui marciapiedi della città, ormai anche nel Centro storico e sul lungomare. E l'immagine devastata di Napoli preoccupa il presidente del Consiglio, che al pranzo con i vertici dell'imprenditoria campana ha annunciato misure per il rilancio del turismo e una campagna a tappetto per la raccolta differenziata: «Con Bertolaso pensiamo di far venire a Napoli volontari da tutta Italia per rilanciare la raccolta dei rifiuti porta a porta», ha detto Berlusconi.
Un'idea, quella di mettere in campo i giovani, che deve essere piaciuta al Cardinal Sepe. Che ha salutato il premier con una battuta in napoletano: «'A Maronna t'accompagna». E gli ha regalato il suo ultimo libro, dal titolo beneaugurante: «Non rubate la speranza

Roberto Paolo - Il Tempo

mercoledì 11 giugno 2008

CS - comunicato stampa

Adesso siamo ben oltre ogni limite di sopportazione. Con prescrizioni fittizie, facilmente aggirabili, l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), rientra nell'illegittimità più assoluta, al pari di ogni altra autorizzazione sinora concessa alla nuova discarica Ecolevante, il cosiddetto Terzo Lotto, in contrada La Torre Caprarica.

Dalle gravissime omissioni che viziano gli atti pubblici, al forte rischio di contaminazione delle acque potabili, sino alla più che sospetta prossimità tra politici locali ed imprenditori dell'immondizia, non c'è nulla che somigli neppure vagamente alla cosiddetta legittimità.

I partiti di destra e di sinistra, sia quando ricoprono ruoli di governo sia quando rinunciano a fare opposizione, rappresentano quel regime che, ponendosi contro l'interesse collettivo, favorisce il profitto economico di pochi.

Il centrodestra (che ora è al Governo, e che ha amministrato Regione e Provincia) ed il centrosinistra (che oltre ad aver governato il Paese prima delle scorse elezioni, e che continua ad amministrare Regione, Provincia e Comune) sono entrambi, a vario titolo, colpevoli di quanto sta accadendo.

Ci opporremo all'apertura del Terzo lotto come abbiamo sinora fatto: con ogni mezzo necessario.
Forti delle nostre ragioni, noi del Presidio Permanente No Discariche continueremo a lottare ed invitiamo i cittadini a tenersi pronti per una grande mobilitazione.

martedì 10 giugno 2008

Assemblea urgente

assemblea urgente stasera alle 20 per decidere il da farsi


al Presidio Permanente

Non mancate

E' tempo di mobilitarsi

Aia a fine mese

La conferenza dei servizi si aggiorna. Si decide a fine mese. Tutto rimandato. Però, malgrado tutte le palesi illegittimità, omissioni, falsificazioni, vizi vari degli atti pubblici autorizzativi, pare che gli Enti coinvolti siano orientati verso il sì, cioè verso verso la concessione dell'Aia - Autorizzazione Integrata Ambientale - alla Ecolevante, che è ancora sotto inchiesta per inquinamento ambientale e per varie altre violazioni. Staremo a vedere. ma non restiamo a guardare.
Intanto, tra ufficioso ed ufficiale, scappa un'indiscrezione. Sembra che Palazzo di Città, a Grottaglie, sia invaso da agenti della Guardia di Finanza.
A parte questo, assemblea urgente stasera per decidere il da farsi, al Presidio Permanente. Non mancate. E' tempo di mobilitarsi

NON MOLLIAMO

Oggi pomeriggio martedì 10 giugno alle 18 l'Amministrazione Comunale di S.Marzano ha convocato nel Municipio i comitati locali, Vigiliamo per la discarica e Presidio permanente, oltre ai Sindaci di Grottaglie, Carosino, Fragagnano, Lizzano, Monteparano e S.Giorgio
PER CONCORDARE LE PROSSIME INIZIATIVE
e per riferire circa
la CONFERENZA DI SERVIZI TENUTA OGGI PER IL RILASCIO DELL'A.I.A. per il cosiddetto III lotto della discarica gestita da Ecolevante spa.
Aggiornamenti su www.vigiliamoperladiscarica.it dopo la riunione

lunedì 9 giugno 2008

CS - a.i.a,a.i.a,a.i.a, hai

Se domani, 10 giugno, all’assessorato regionale all’Ambiente, verrà concessa l’Aia - Autorizzazione Integrata Ambientale - alla società Ecolevante, sarà l’ennesimo crimine perpetrato contro questa terra. Un crimine contro il quale, è bene chiarire subito, il Presidio Permanente No discariche si opporrà con ogni mezzo necessario.

Né Aia, allora, né altre autorizzazioni. Niente di niente. La discarica per rifiuti speciali, in contrada La Torre Caprarica, è completamente fuorilegge.

-Perché la vogliono autorizzare su carte falsate da numerose e gravissime omissioni.

- Perché espone a rischio di contaminazione delle acque potabili la nostra Comunità.

- Perché ci sono già 72 discariche nella nostra provincia, quando, ad esempio, in provincia di Milano ce n’è una sola.

- Perché la discarica già esistente, sempre in contrada La Torre-Caprarica, accanto a quella che vorrebbero autorizzare, è stata già messa sotto sequestro per gravissime violazioni, ed il sequestro è stato confermato dalla Corte di Cassazione.

- Perché, tra Ilva, cementifici, inceneritori ed altri impianti altamente inquinanti, il nostro ambiente ha già subito danni irreversibili.

Siamo stanchi di vedere la nostra terra svenduta. Siamo stanchi di subire ingiustizie. I nostri diritti non si toccano, né si calpestano in funzione del profitto di pochi.

Per difendere la nostra libertà, siamo pronti a tutto.

Ribelliamoci.

Per i cittadini, il messaggio era e resta sempre lo stesso: teniamoci pronti per una grande mobilitazione.

NON C'E' PIU' TEMPO !

NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE!
La Provincia di Taranto è la più avvelenata d'Italia.

Questa terra, da sola, produce il 90,2% di diossina di tutto il Paese. Oltre a Ilva, raffinerie, cementifici, due inceneritori e vari altri impianti altamente inquinanti, ci sono anche 72 discariche. La provincia di Milano ne ha una sola.
I rifiuti del Nord, pure quelli più tossici, arrivano qui.

Tumori e patologie di varia natura sono in costante aumento. I più a rischio sono i bambini. E non è tutto. Terreni e prodotti agricoli si svalutano.
Aumenta il degrado ambientale sociale. E c'è chi specula su tutto questo.


Alle rivendicazioni di giustizia della nostra gente, si risponde con la repressione. E' la dittatura del denaro, e i prepotenti che lottano per entrare nell'affare della vendita del futuro di questa Comunità la chiamano "Democrazia Elettorale".

Ma ora basta. Fermiamo questa catastrofe. Cominciamo bloccando il Terzo Lotto della Ecolevante Spa. Diciamo di no a una nuova discarica in contrada La Torre Caprarica, tra San Marzano e Grottaglie. E' accanto a un'altra discarica, sempre della Ecolevante, messa sotto sequestro per illeciti vari e inquinamento ambientale. Le autorizzazioni a questa nuova discarica sono state invece concesse ignorando la presenza di case e masserie, vigneti e uliveti, gravine e macchia mediterranea, santuari e insediamenti archeologici, centri di terapia per diversamente abili e condotte di acqua potabile.
Per questo motivo, la Ecolevante ora è di nuovo sotto processo.
Ma vorrebbe aprire lo stesso, di prepotenza, il Terzo Lotto, con la complicità di politici compiacenti.

Non è più possibile restare fermi.

Lottiamo per la terra. Lottiamo per la vita. Difendiamo i nostri diritti.
Difendiamo la nostra libertà.

TENIAMOCI PRONTI PER LA GRANDE MOBILITAZIONE

Pronto Presidio: 3486870983 Web: presidiopermanente.blogspot.com

sabato 7 giugno 2008

Assembleaa Assembleaa

Domani 8 giugno ore 20


ASSEMBLEA IMPORTANTE


si prega di non mancare - passate parola

venerdì 6 giugno 2008

La peste è intorno a noi

dal blog di Beppe Grillo

Napoli è solo la punta dell’iceberg. L’Italia è una penisola attraversata da montagne di spazzatura, ingentilita da pianure di rifiuti tossici, percorsa da fiumi di liquidi nocivi e circondata da un mare di merda.
Napoli è ovunque. Discariche abusive, puzze insopportabili, carogne a cielo aperto, veleni sversati nei campi sono una caratteristica del paesaggio italiano. E’ sufficiente un giro in bicicletta fuori porta per scoprire i nuovi tesori. Una macchina fotografica, una mascherina contro gli odori pestilenziali. Tutti possiamo diventare cercatori di monnezza.

Napoli non è sola. Napoli è ovunque ci sia un’amministrazione pubblica corrotta. Un partito che usa il voto di scambio per gonfiare le assunzioni nelle società di raccolta dei rifiuti. Ovunque sia presente un’azienda che paga dei criminali per buttare le scorie nei campi, mescolati con la terra fertile. Napoli è ovunque i cittadini si voltino dall’altra parte per paura, per indifferenza o per mancanza dello Stato. Ovunque ci sia un sindaco, un assessore, un parlamentare che si faccia eleggere grazie alle tangenti sui rifiuti o alla contiguità con le ecomafie.

La spazzatura è il simbolo della seconda Repubblica. L’ultimo e più lucroso business dei partiti. Il pozzo nero di San Patrizio delle concessionarie dello Stato, delle municipalizzate ripiene di funzionari di partito quotate in Borsa. I partiti sono la vera piovra. Si sono divorati il sistema industriale italiano. Gli rimane il business degli inceneritori e delle discariche.

Napoli è a Castellamonte, nel verde Canavese, con sindaci, dirigenti e impiegati dell’ASA, azienda per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, finiti sotto inchiesta o agli arresti domiciliari. La Procura li accusa di aver disperso e mescolati i rifiuti su terreni agricoli o stoccati in discariche abusive.

Napoli è in Piemonte dove, prima dell’esito dell’inchiesta: “I sindaci sono schierati al fianco degli indagati” e: “I lavoratori sono solidali con i vertici”.
Napoli è in Lombardia, nelle discariche di Gorla Maggiore e di Olgiate.

Nell’inchiesta Monnezza Connection. I rifiuti provenienti dal Sud invece di essere trattati erano mescolati con scarti industriali, tramutati nelle carte in rifiuti non pericolosi e spediti a Grottaglie in provincia di Taranto.

Napoli è nei cinquecentomila metri cubi di spazzatura in una discarica abusiva in Puglia che ha inquinato il fiume Cervaro.
Napoli è nel degrado del Parco dell’Etna dove, più che la natura, sono protette le discariche abusive, con un degrado spaventoso.

Basterebbero poche parole per cambiare tutto: “Raccolta differenziata” e “La spazzatura è una risorsa”. La peste è intorno a noi. Napoli può essere la tua terra, il tuo assessore, il tuo sindaco, il tuo partito. Un’epidemia trasmessa dall’indifferenza.

http://www.beppegrillo.it/2008/06/la_peste_e_intorno_a_noi/

da Varesenews

Lombarda servizi ecologici, la sentenza di primo grado il 17 luglio

Busto Arsizio - A giudizio i vertici dell'azienda andata a fuoco tre volte nel 2002-2003 e coinvolta in una vasta operazione contro i traffici illeciti di rifiuti


Andrà a sentenza il prossimo 17 luglio, a quasi cinque anni dai fatti, di fronte alla decima sezione del Tribunale penale di Milano, la vicenda della Lombarda servizi ecologici, (ex) azienda con sede in via San Francesco a Olgiate Olona, colpita tre volte da misteriosi incendi nel 2002-2003, e coinvolta alla fine del 2003 in una vasta inchiesta sul traffico illecito di rifiuti.

L'accusa mossa dagli inquirenti, che indagavano su tutta una serie di illeciti in materia di rifiuti fra i quali quelli attribuiti alla Lombarda e ad aziende ad essa collegate, riguardava i complessi viaggi di carichi di rifiuti urbani di ogni tipo che dalla Campania dell'eterna emergenza "monnezza" risalivano in Emilia, e da qui fino alla Lombarda dove sarebbero stati "miscelati" con terre di spazzatura delle strade milanesi e altri materiali per passare poi come rifiuti industriali non pericolosi.

A questo punto finivano smaltiti in Puglia, presso una discarica di Grottaglie, nel Tarantino. Complice del traffico un'azienda emiliana che "girava" alla Lombarda i rifiuti in arrivo da un discarica del Salernitano. All'epoca dell'"operazione Eldorado" (dicembre 2003) finirono in manette fra gli altri anche i fratelli Salvatore e Mario Accarino, proprietari dell'azienda. Restarono senza lavoro in 47 alla Lombarda, e ben presto si andò al fallimento, come conferma anche il legale della famiglia Accarino, avvocato Giuseppe Fiorella, del foro di Milano.

Alcuni degli imputati della vicenda erano stati condannati con rito abbreviato nel marzo 2006: fra questi Francesco Accarino, figlio di Salvatore. L'avvocato Fiorella ha perorato la causa degli Accarino di fronte alla corte nell'udienza di martedì scorso. La sua arringa chiaramente mirava ad alleggerire la posizione degli imputati. «Ho chiesto» spiega «l'assoluzione per Accarino Mario e la figlia Valeria in quanto estranei ai reati ascrittigli. Per Salvatore ho chiesto invece la derubricazione del reato a quello previsto dall'art. 53 del decreto legislativo 22/99» - in pratica l'illecito smaltimento di rifiuti non pericolosi.

«Non hanno mai smaltito rifiuti pericolosi» è la tesi della difesa. «Lo deduciamo dalle stesse analisi eseguite dall'Arpa in occasione dei sequestri cui fu sottoposta l'azienda a seguito prima degli incendi, poi dell'indagine».

E anche in altri siti oggetto degli sversamenti illeciti non vi sarebbe prova, secondo la difesa, della presenza di rifiuti a rischio. Per l'avvocato Fiorella c'è poi un problema interpretativo sugli smaltimenti "interregionali": si contrappone la tesi secondo la quale, in base una sentenza di un Tar, sia possibile purchè i rifiuti siano di tipo industriale non pericoloso, con quella che invece sostiene la inderogabile necessità di specifiche autorizzazioni.

Venerdi 6 Giugno 2008
SdA

stefano.dadamo@varesenews.it


da: http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=100652

C'è chi parla di noi

Puglia: una nuova emergenza rifiuti

Misteri e lacune sulla situazione rifiuti tra Grottaglie e Fragagnano


Discarica a Grottaglie

Una lotta fra associazioni di cittadini e la società che smaltisce rifiuti, un presidio che dura da nove mesi, una battaglia di carte fra tribunali e amministrazioni locali: Grottaglie e Fragagnano, due comuni in provincia di Taranto, rischiano di diventare il nuovo centro di tensione nella guerra dei rifiuti, dopo il disastro campano.

A innescare la miccia, quattro anni fa, la notizia dell’apertura a Grottaglie di un megaimpianto per lo smaltimento dei rifiuti da 2.200.000 metri cubi, equivalente alla cubatura dell’intera città, da parte della società Ecolevante. In questa occasione i cittadini vengono a sapere che in realtà nell’area erano già funzionanti due impianti, della cui esistenza non erano mai stati informati e per cui non avevano dato il consenso, come invece obbliga la legge. Non basta: il nuovo impianto, situato in località La Torre-Caprarica, è destinato allo smaltimento di rifiuti speciali (prodotti cioè da lavorazioni industriali e artigianali, attività sanitarie, oltre che macchinari e combustibili), provenienti da altre regioni, e non a quello dei rifiuti urbani locali, smaltiti a Manduria.

Nasce allora il comitato “Vigiliamo sulla discarica”, formato da una decina di associazioni e alcune centinaia di cittadini, che intraprende una complessa azione legale contro la Ecolevante, ancora non conclusa.

Dalle indagini del comitato si scopre che la discarica dovrebbe sorgere in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici (il nascente Parco delle Gravine) e disseminata di masserie, in cui sorgono l’antico santuario della Madonna delle Grazie e una casa famiglia per disabili attrezzata per l’ippoterapia; ma, soprattutto, nella quale passa l’acquedotto che porta l’acqua nelle case dei cittadini. Il comitato teme che l’attività della discarica, destinata allo smaltimento di scarti industriali, possa inquinare le falde. Per questo richiede analisi accurate compiute da organismi indipendenti (AUSL, Servizio Ecologia e Ambiente, ARPA), cosa che non si è finora verificata, dato che per il monitoraggio delle due discariche già attive il Comune si è “accontentato” di pochi dati provenienti dalla stessa Ecolevante.

continua...

di Elena Mazzocchi

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=3279

giovedì 5 giugno 2008

Richiamo Ue a Italia per inceneritore di Massafra: sanzioni in vista

Roma attui pienamente sentenza corte su impatto sito Massafra

Richiamo Ue all'Italia per la mancata esecuzione di una valutazione dell'impatto ambientale del nuovo inceneritore di rifiuti a Massafra, in Puglia, con il rischio di future sanzioni. La Commissione europea ha deciso di inviare a Roma una lettera di messa in mora, ai sensi dell'articolo 228 del Trattato, per non aver attuato il verdetto dei giudici Ue sul sito pugliese. ''In caso di inadempienza -si legge in una nota- lo Stato membro potrebbe incorrere in un'ammenda''.

Le norme Ue impongono agli Stati membri di effettuare una valutazione di impatto ambientale di taluni tipi di progetti di sviluppo che potrebbero avere un significativo impatto sull'ambiente, prima di autorizzarne la realizzazione. In piu' i Paesi interessati sono tenuti a consultare l'opinione pubblica prima di una decisione definitiva. Nell'ambito della procedura aperta da Bruxelles sul caso dell'inceneritore di Massafra, nel novembre 2006 la Corte Ue ha condannato l'Italia.

Successivamente e' stata avviata una valutazione dell'impatto che, tuttavia, ''non garantisce un'efficace consultazione dell'opinione pubblica come richiesto dalla direttiva Ue in materia''. Da qui la decisione della Commissione di inviare il nuovo richiamo che si applica quando uno Stato membro non ha dato piena esecuzione ad una sentenza Ue.

Bruxelles, 5 giu. - (Adnkronos/Aki) -

Laboratorio diossine a Taranto. Un sogno che diventa realtà

Oggi si inaugura a Taranto il laboratorio Arpa per le analisi delle diossine. Sarà aperto alla visita degli studenti e dei cittadini. Un sogno si è avverato.

Noi che siamo spesso addidati erroneamente come "il fronte del no", vogliamo sottolineare che siamo stati i più decisi sostenitori del "sì" a questo laboratorio che pone Taranto fra le città più avanzate del Sud in questo campo. Siamo convinti che la pressione popolare e la mobilitazione civile suscitata dall'indignazione sull'emergenza diossina siano state determinanti per accelerare l'attivazione del laboratorio. E' la dimostrazione che la società civile può essere un elemento fattivo e costruttivo per definire priorità, premere con l'opinione pubblica e sottoporre urgenze alle autorità politiche.

Vogliamo ringraziare pubblicamente il prof. Giorgio Assennato e il dott. Michele Convesano per averci creduto fino in fondo e per aver dedicato tutte le loro energie e competenze perché diventasse operativo in tempi brevi un laboratorio sofisticatissimo che consentirà di controllare da ora in poi ciò che respiriamo e ciò che mangiamo. Senza di loro oggi nutriremmo solo speranze, mentre oggi un sogno è diventato realtà. Grazie.

Alessandro Marescotti
Biagio De Marzo

http://www.peacelink.it
http://www.tarantosociale.org

mercoledì 4 giugno 2008

Deviato il corso del fiume, vuoi mettere il Cervaro? da noi è stato riperimetrato un rigagnolo che si buttava nel 3° lotto e ora dove si butta?

Traffico di rifiuti, dodici arresti nel foggiano - 04/06/2008

Nel corso delle operazioni, gli investigatori hanno scoperto una maxi-discarica abusiva di 500 mila metri cubi. E’ tra le più grandi d’Europa

Traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale e una discarica (ovviamente abusiva) di 500 mila metri cubi, una delle più grandi d'Europa. Con queste motivazioni sono stati arrestati a Foggia stamattina dodici imprenditori e sono oltre cento gli indagati. La procura della Repubblica di Foggia ha inoltre emesso 50 ordinanze di sequestro di beni in tutta la provincia. L'indagine verte sulla gestione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi a Deliceto: l'inchiesta ha portato alla luce responsabilità, a vario titolo, per il disastro ambientale del fiume Cervaro, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico: gli investigatori hanno scoperto che era stato deviato il corso delle acque, forse per nascondere la maxi-discarica abusiva anche ai controlli aerei. Durante l'operazione sono stati sequestrati anche un laboratorio di analisi a Manfredonia e 42 autocarri. Em. Is.

dalla rivista online "VALORI"

Prelevato da Taranto Sociale

Dieci volte oltre la media Ue: veleni e tumori, ecco le prove

Sarà consegnato al ministero dell´Ambiente il rapporto sull´emergenza Taranto: situazione catastrofica in due quartieri. Il dossier-choc dell´Arpa: veleni e tumori, ecco le prove.

4 giugno 2008 - Giuliano Foschini

Fonte: Repubblica

Benzoapirene, Pm10. Diossine, fino a trenta volte maggiori che nel resto d´Europa. Tradotto: tumori. Tanti, tantissimi, troppi. Ci sarà scritto questo nella relazione che l´Arpa pugliese dovrà consegnare al ministero dell´Ambiente entro il 15 giugno. Numeri sulla base delle quali Roma dovrà dire si o non all´Aia (autorizzazione ambientale integrata), un acronimo bucolico dietro il quale però si nasconde il futuro dello stabilimento dell´Ilva. Senza l´Aia, l´Ilva non può lavorare. In queste ore i tecnici dell´Agenzia regionale per l´ambiente stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli, e come spiega il direttore, Giorgio Assennato, «si tratterà sostanzialmente di una raccolta dati sulla situazione di Taranto, numeri elaborati in questi anni da noi direttamente o da enti accreditati, come l´università».

Saranno segnalati aspetti non allarmanti, come l´inquinamento del suolo. Ma anche tutte quelle situazioni che rendono Taranto una delle città (forse la prima) più inquinate d´Italia. «Uno degli aspetti più tragici - spiega Assennato - è sicuramente la presenza massiccia di benzoapirene, una delle sostanza maggiormente cancerogene, nella zona del quartiere Tamburi, la più vicina all´Ilva». Gli ultimi dati a disposizione parlano di una concentrazione anche dieci volte superiore alla media nazionale ed europea. «Il prodotto arriva principalmente dalle cokerie, che forse più ancora dei camini sono la causa principale dell´inquinamento in città» spiega il direttore dell´Arpa. Non soltanto benzoapirene. Nell´area di Taranto, e in particolare nelle zone vicine all´Ilva, girano anche metalli più che altrove: ferro, manganese e zinco soprattutto.

Stesso discorso vale per il pm10, la sostanza abitualmente prodotta dalle marmitte delle automobili. A Taranto lo scorso anno ci sono stati 69 superamenti del limite massimo imposto dalla legge, quando la stessa norma ne consente soltanto 35. Uno studio più approfondito ha poi dimostrato come i valori erano dettati direttamente dall´Ilva: crescevano o diminuivano a seconda delle condizioni del vento. C´è poi il problema solito delle diossine, i cui valori invece di diminuire continuano a crescere.

Le ultime rilevazioni - effettuate nel febbraio del 2008 - sono state di 7 nanogrammi per metro cubo d´aria, mentre erano state rispettivamente di 2,4 il 12 giugno 2007, 4,3 il 14 giugno e di 4,9 il 16. Dati preoccupanti che a maggio avevano spinto la Regione a prendere una decisione molto dura sulla vicenda: «O questi dati calano - avevano detto - oppure saremo costretti a prendere provvedimenti e a dare parere negativo all´Autorizzazione ambientale integrata», quella necessaria all´Ilva a proseguire l´attività. E sulla quale il Ministero si dovrà esprimere sulla base anche dei dati che l´Arpa sta per inviargli.

La questione più tragica riguarda però gli effetti che tutti questi fattori inquinanti hanno avuto, hanno e sicuramente avranno sulla gente. Malattie, tumori, morti. Secondo gli ultimi dati a disposizione, a Taranto (ma anche a Brindisi, dove il Petrolchimico fa male uguale) si ammalano di cancro seimila persone ogni anno e duemila cinque vengono uccise. Tumori al polmone, soprattutto, ma anche alla prostata e alla vescica: malattie strettamente correlate all´inquinamento atmosferico e che hanno un tasso di incidenza molto maggiore rispetto al resto d´Italia. Sono leggermente inferiori soltanto a quelle del nord Est, ma sono il doppio rispetto alla Puglia e a tutto il Mezzogiorno.

Si muore di più a Taranto e Brindisi, ma muore ancora di più chi ha i balconi, le finestre a pochi passi dalle cokerie: la statistica dice infatti che nella zona rossa si ammalano di tumore 496 persone su 100mila. Nel resto delle province 370. Centoventisei in meno. Ad aggiungere poi preoccupazione alla preoccupazione c´è l´ultima inchiesta della procura di Taranto in seguito a una segnalazione del Noe. Dieci giorni fa sono state sequestrate 16mila tonnellate di pet coke (due milioni di euro il valore di mercato) appena arrivate dall´America. Si tratta di uno scarto di lavorazione del petrolio che l´azienda tarantina voleva utilizzare insieme e al posto del carbon fossile. Il pet coke è però assai più tossico. E secondo i carabinieri vietato.

lunedì 2 giugno 2008

Da AGORA'