h 20:00!!!
domenica 29 marzo 2009
assemblea
San Marzano di S.G.
non mancate!
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giovedì 26 marzo 2009
ASSEMBLEA
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martedì 24 marzo 2009
Due parole a proposito di sabato
In videoconferenza: Val di Susa, Vicenza, Bassano del Grappa, Chiaiano; e poi San Marzano, Taranto, Statte, Maruggio e scusate se dimentico qualcuno; infine, Grottaglie, a fare gli onori di casa nella sala conferenze del castello Episcopio. Diverse latitudini, identici problemi. Tante le notizie, tanti i pensieri che si incontrano e che cercano di moltiplicarsi. Fondamentalmente, emergono due dati comuni, due elementi importanti sui quali riflettere: il primo è che i movimenti stanno attraversando un momento duro, non facile; il secondo è che gli stessi movimenti hanno la voglia di unirsi e di tornare ad esprimere in piazza le proprie opinioni, in modo, se possibile, ancora più forte.
In ambito locale, sta cominciando piano piano a delinearsi l'idea di un coordinamento provinciale. Intanto, al momento, è chiarissima la necessità che questo coordinamento nasca, cresca e diventi tanto forte da poter costruire solidarietà concreta tra le varie Comunità di questa provincia in balia della peggiore speculazione ambientale che si possa immaginare. La lista è lunghissima. Inceneritori vecchi e nuovi; discariche in ampliamento; altre in fase di autorizzazione; e tutto nella terra dell'Ilva, dei cementifici e delle raffinerie, senza stare a contare la centrale nucleare che anche oggi vorrebbero rifilare a questa che è considerata terra di nessuno. Qui, dove i tanti nessuno muoiono di inquinamento o di lavoro. Qui dove tanti nessuno, il 18 di aprile, si ritroveranno alla manifestazione nazionale a Taranto per difendere il diritto alla sicurezza sul posto di lavoro. Dopo i 5000 in corteo a a Torino per le vittime della ThyssenKrupp, ora tocca a Taranto, luogo maledetto per le morti bianche. E sabato scorso, per chiudere l'assemblea, non c'era modo più adatto che quello di darsi appuntamento al 18, per una questione di vita o di morte.
P.S. Il presidio rinasce. Presto fisseremo le date delle prossime iniziative a La Torre Caprarica
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giovedì 19 marzo 2009
ASSEMBLEA PUBBLICA 21 MARZO 2009

Contro discariche, inceneritori, piattaforme; contro lo sfruttamento dei nostri territori, contro le logiche del profitto che calpestano le Comunità per favorire gli interessi dei privati, colleghiamo le lotte. Incontriamoci al castello.
- Situazione locale: discariche e inceneritori (terzo lotto della Ecolevante ed eventuali ampliamenti; apertura di un secondo inceneritore a Taranto)
- Cip 6: La grande truffa dei finanziamenti pubblici alle strutture inquinanti.
- Necessità di un coordinamento provinciale
- Unificazione delle lotte su scala nazionale
Ospiti, gli esponenti dei movimenti ionici e salentini
In videoconferenza, interverranno i No dal Molin di Vicenza, i No Tav della Val di Susa ed il presidio contro la discarica di Chiaiano.
Difendiamo la nostra terra con ogni mezzo necessario.
P.S. Lavori in corso. Sabato 21 marzo: comincia la primavera del presidio.
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mercoledì 18 marzo 2009
Tam Tam x Taranto - domani giovedì 19 presidio al Comune
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Sabato ore 17.30, tutti al castello
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lunedì 16 marzo 2009
Aspettando l'assemblea pubblica al castello
Da Nord a Sud, costruiamo solidarietà e azioni congiunte contro la politica dello sfruttamento e della distruzione dei territori, contro l'arroganza del potere politico che abbandona il ruolo di rappresentanza ed opta per un comando di prepotenza e sopraffazione.
Costruiamo democrazia dal basso. Decidiamo insieme le prossime iniziative su scala nazionale che siano premessa per il nascente coordinamento provinciale di salvaguardia territoriale.
Sabato 21, ore 17.30, Grottaglie (Ta) castello Episcopio. da non perdere.
P.S. Il presidio risorge a primavera. Lavori in corso. Ogni contributo è prezioso.
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giovedì 12 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
Documento manifestazione nazionale a Taranto del 18 aprile
Serve uno sciopero generale per difendere la sicurezza sul lavoro
Basta morti in nome del profitto...per una manifestazione nazionale a Taranto il 18 aprile.
Dopo la manifestazione del 6 dicembre, in occasione dell'anniversario della
strage della ThyssenKrupp (5000 in piazza a Torino) l'assemblea nazionale della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro lancia un altro appello: il 18 aprile tutti a Taranto!
Il 2009 si è aperto con il solito tragico ritmo di morti e infortuni sul lavoro con cui si erano chiusi gli anni precedenti e, in poco più di due mesi, siamo già a quasi cento morti e migliaia di infortuni. La crisi di due economica e la precarietà dilagante creano le condizioni di sempre maggiore ricattabilità e instabilità lavorativa che costringe i lavoratori ad accettare condizioni di sfruttamento sempre maggiori. Il governo Berlusconi pensa agli aiuti alle imprese ed alle banche, mentre per i lavoratori non si prevedono neanche i fondi minimi per attuare le norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro o per salvaguardare i salari falcidiati dalla
cassaintegrazione.
Al contrario, gli attuali tentativi di cancellazione della contrattazione collettiva nazionale e del diritto di sciopero aumentano la condizione di insicurezza per centinaia di migliaia di lavoratori che, di fronte allo spettro della discoccupazione, si trovano a dover scegliere tra lavori sempre peggiori, meno tutelati e meno pagati oppure a fare la fame.
E' positivo il fatto che nel processo contro la ThyssenKrupp in corso a Torino, nonostante l'ostruzionismo dei legali della multinazionale, i padroni siano imputati per omicidio volontario e gli operai vengano riconosciuti come parte civile. Ma nell'azione giuridica a tutela della salute sul lavoro gli strumenti a disposizione vengono ulteriormente spuntati dal governo e dai padroni.
Infatti, l'attuale esecutivo ed i suoi ministri stanno conducendo un attacco pesante anche alle più piccole conquiste ottenute nel d.lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008 (il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Con il decreto cosiddetto "Milleproroghe" sono state rinviate di mesi misure importanti come la valutazione dello stress sul lavoro, l'obbligo di assicurare una data certa al documento sulla valutazione dei rischi (e relative sanzioni),il divieto di effettuare visite mediche preventive prima di assumere un lavoratore (in violazione dello Statuto dei lavoratori) e l'obbligo di
comunicazione all'Inail degli infortuni di durata superiore a un giorno.
Non solo. L'ultimo emendamento a questo decreto abolisce addirittura i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nelle aziende con meno di 15 dipendenti e rinvia di una anno l'applicazione di ogni norma in settori a rischio come il trasporto aereo, marittimo e ferroviario! E intanto vengono licenziati gli RLS da De Angelis a Pianeta, da Palumbo ai delegati dell'Ilva ....
Con l'aggravarsi di una crisi sempre più pesante per i lavoratori e in
un clima di totale restaurazione filo-padronale, le aziende investiranno sempre di meno sulla sicurezza sul lavoro e sulle misure antinquinamento che da loro vengono viste come un mero "costo" su cui risparmiare. Così ai morti sul lavoro si aggiungono i morti per malattie professionali e quelle sul territorio da inquinamento
Di fronte a questo panorama non possiamo restare passivi, dobbiamo mobilitarci!
SABATO 18 APRILE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TARANTO
PER LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO,
CONTRO LA SALUTE NEGATA E LA PRECARIETA'
A Taranto perchè l'l'ILVA è la fabbrica con più morti sul lavorod'Italia, perchè è la città simbolo con più infortuni, malattie professionali, tumori, inquinamento e devastazione dell'ambiente.
Riva è il padrone con più profitti d'Italia. Il padrone più processato in Italia per omicidi bianchi, inquinamento, truffa ed estorsione, mobbing e per il lager della "palazzina LAF" (operai stipati otto ore al giorno in una palazzina fatiscente, senza lavorare, per spingerli a lasciare ogni tipo di attività sindacale o accettare il declassamento del proprio livello raggiunto dopo anni di duro lavoro).
Una manifestazione ancora una volta da costruire città per città, posto di lavoro per posto di lavoro, con la chiamata a raccolta dei lavoratori, degli RSU e degli RLS, dei sindacati di base e di classe, della FIOM e delle organizzazioni sindacali nazionali e locale, delle associazioni familiari, ispettori, tecnici della prevenzione, medici, giuristi, iintellettuali e artisti; con delegazioni di lavoratori metalmeccanici, chimici, edili, dei porti, delle ferrovie, degli appalti. Le rappresentanze delle vertenze simbolo come la Thyssen, Portomarghera, Fincantieri, la ex-GoodYear, ecc...Con la costruzione unitaria della partecipazione operaia, popolare, associativa di Taranto e di tutta la Puglia.
· Per uno sciopero generale sulla sicurezza sul lavoro.
· Per il rafforzamento e l'elezione diretta degli RLS in ogni luogo di lavoro indipendentemente dalla sua dimensione.
· Per l'estensione di tutti i diritti e le tutele minime ai lavoratori precari e a tutta la catena degli appalti e delle esternalizzazioni.
· Contro la distruzione e per il rafforzamento del Testo Unico sulla Sicurezza.
· Contro l'attacco alla contrattazione nazionale ed al diritto di sciopero.
Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
Costruiamo per il 18 aprile a Taranto una grande manifestazione
nazionale contro i morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento.
La Rete nazionale per la sicurezza dei posti di lavoro, formata da operai, delegati, Rls, familiari, organizzazioni sindacali e politiche, comitati per la salute, ispettori, medici, giuristi, artisti, ecc., per fermare quella che è una vera e propria guerra contro i lavoratori dato che provoca 1400 morti ed un milione di feriti l'anno, all'interno delle mobilitazioni contro queste stragi ha indetto e promosso a Taranto per il 18 aprile una seconda manifestazione nazionale (dopo quella del 6 dicembre 08 a Torino ad un anno dei morti della Thyssen). L'individuazione del nostro territorio per questa mobilitazione non è ovviamente casuale, dato che siamo ai primi posti in Italia, e non solo, nel combinato fra morti e feriti sul lavoro, morti e malattie da lavoro (basti pensare all'amianto) e morti e malati da inquinamento industriale. I numeri in questo senso sono agghiaccianti.
Crediamo che questo territorio debba cogliere questa nuova occasione per rialzare la testa e invertire la rotta.
Da troppo tempo e per troppo tempo abbiamo assistito ed assistiamo su questi drammatici problemi a vergognosi balletti ed ipocrite compatibilità fatte sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini. Tranne lodevolissime, ma rare eccezioni, nelle istituzioni, nella politica, nei sindacati, nella magistratura, nei mezzi di informazione, tutti sono stati e sono proni nei confronti dei poteri forti rappresentati da Ilva, ma anche da Eni, Cementir, ecc., che hanno utilizzato l'ignobile ricatto occupazionale per imporre in fabbrica il lavoro in ogni condizione e all'intero territorio la produzione al di sopra della vita umana.
Con la manifestazione facciamo una scelta di parte senza mediazioni o infingimenti: o si sta con i lavoratori e la popolazione, o si sta con chi provoca morti, feriti, malattie ed inquinamento in nome del dio denaro e del dio profitto.
Quest manifestazione è diversa perchè pone al centro la fabbrica e i lavoratori come protagonisti di questa battaglia. La manifestazione è contro la flessibilità oraria e lavorativa, la precarietà lavorativa, la dilagante casintegrazione, i salari da fame, il ricatto occupazionale, la totale inapplicazione delle norme sulla sicurezza e per la tutela ambientale per gli interessi e i profitti di pochi a discapito della vita dignitosa, della sicurezza lavorativa ed ambientale, della salute di molti.
Il comitato promotore e la manifestazione è aperta all'adesione e alla partecipazione di tutte le organizzazioni sindacali e politiche, dei delegati ed Rls, associazioni ambientaliste, intellettuali e personalità delle istituzioni e del mondo della cultura e dell'informazione e a tutte le strutture organizzate, associative ed ai singoli cittadini.
Tutti insieme vogliamo che la manifestazione del 18 aprile sia costruita in fabbrica e fuori, casa per casa, quartiere per quartiere, paese per paese; tutti sono chiamati a partecipare con le proprie bandiere e il proprio portato politico e culturale, la pari dignità di tutti i soggetti, associati e singoli, che si battono senza se e senza ma per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro e nei territori, per avere più lavoro e meno inquinamento , contro la precarietà del lavoro e della vita e contro la logica del profitto e dello sfruttamento dell'uomo e della terra.
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Colleferro: sequestrati due termovalorizzatori
L'operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.
Ai domiciliari sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per il ciclo dei rifiuti.
Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale arrivava "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.
Significativo è l'episodio che riguarda la combustione di pneumatici all'interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "scadente". Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell'ambiente circostante, densamente popolato.
Nel mirino della magistratura anche "il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l'autorità giudiziaria".
Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.
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venerdì 6 marzo 2009
Credete non ci interessi?
Arsenico nella falda, chiusa discarica Bari
7 giorni per evitare il caos
Ancora una settimana al massimo, poi la discarica di Bitonto dovrà chiudere. Lo ha deciso la procura di Bari, che sta per revocare la facoltà d’uso concessa alla «Ecoambiente», l’impianto sequestrato a maggio del 2008. Una decisione che potrebbe avere serie ripercussioni sullo smaltimento dei rifiuti a Bari, Modugno e Bitonto. Secondo le analisi condotte dall’Arpa, sul sito della discarica ci sarebbe un «consistente inquinamento della falda» dovuto al percolato prodotto dalla discarica. E così ieri il pm Francesco Bretone ha fatto notificare la sua decisione al presidente della Regione Puglia, al prefetto di Bari, al presidente della Provincia, ai sindaci di Bari, Modugno e Bitonto, e all’imprenditore Salvatore Matarrese, legale rappresentante della Ecoambiente: la discarica potrà restare aperta «solo per il tempo strettamente necessario a permettere ai Comuni interessati di individuare un altro sito per lo smaltimento» dei rifiuti. Ma la procura fa capire che il tempo è limitato, e infatti stamattina alla Provincia di Bari è prevista una riunione con tutti gli enti interessati: la consulenza tecnica ha rilevato che le infiltrazioni di percolato stanno mettendo in pericolo la falda da cui viene attinta acqua per l’irrigazione dei campi.
La chiusura di Bitonto era prevista, anche se gli addetti ai lavori contavano di avere a disposizione almeno altri sei mesi. «Non c’è nessuna emergenza», avverte l’assessore all’Ambiente della Provincia di Bari, Romano Carone. Ma bisognerà trovare u n’altra destinazione per le 14mila tonnellate di rifiuti prodotte tra Bari, Modugno e Bitonto. Già oggi la frazione umida (circa 250 tonnellate al giorno) finisce a Conversano, mentre a Bitonto resta soltanto la frazione secca. Secondo l’ordinanza di Bretone, nella falda che scorre sotto la discarica le analisi dell’Arpa hanno rilevato «alte concentrazioni di metalli pesanti come ferro, manganese, arsenico, nichel, cromo e vanadio». Lo studio evidenzia la situazione di inquinamento di 4 pozzi in località Torre d’Aggera, oltre che di quelli di monitoraggio della discarica.
«L’acqua dei pozzi - è scritto nello studio - si presenta di colore scuro, con tonalità giallo-marrone, fortemente maleodorante e con vistosa presenza di schiuma. La falda si trova ad una profondità di 50-55 metri e defluisce verso il mare». Questo è il motivo per cui Bretone sarebbe orientato a non prolungare l’apertura dell’impianto per più di un’altra settimana. Salvatore Matarrese, amministratore delegato della Ecoambiente, respinge tutte le accuse: «Sono convinto - dice - che l’impianto è in perfetta regola e che non ha causato alcun danno alla falda. Sono disposto a chiudere anche adesso, anche per permettere agli inquirenti di compiere i necessari accertamenti, ma la decisione non spetta a me. Voglio leggere la relazione dell’Arpa, poi disporrò una perizia tecnica per verificare la fondatezza delle loro conclusioni». Nel frattempo, però, sarà necessario trovare una soluzione, e quasi certamente si tratterà di «convincere» Conversano a farsi carico anche della frazione secca. Non più di un mese fa, Conversano ha strappato alla Provincia l’impegno a chiudere il vecchio impianto di contrada Martucci («il 30 giugno», secondo il sindaco Giuseppe Lovascio, «non prima del riempimento», secondo la Provincia di Bari). Le alternative sono Trani oppure discariche fuori provincia, ma - avendo la possibilità di scegliere - la decisione sarà presa soppesando anche i costi.
Fonte: la gazzetta del mezzogiorno
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giovedì 5 marzo 2009
mercoledì 4 marzo 2009
lunedì 2 marzo 2009
ASSEMBLEA
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domenica 1 marzo 2009
salviamo il castello
Partecipiamo numerosi
L'assemblea al presidio per questa domenica è quindi rinviata!
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